domenica 25 ottobre 2009

DISASTRO AMBIENTALE NEL MARE DI TIMOR ... e se succedesse anche da noi?



Trivella "WEST ATLAS"
immagine della trivella in alta e bassa risoluzione
coperta da copyright

in questo blog cerco di trattare notizie che riguardano la nostra Regione, ma in questo caso molto grave di disastro ambientale farò un eccezione alla regola, anche perchè da noi "le trivelle facili" sembra che sia roba da niente come fare un buco con un trapano per mettere un tassello,
pensate se un incidente del genere succedesse nel nostro Adriatico.

75
giorni di petrolio in mare
che esce senza controllo dal
POZZO MONTARA

Come al solito grazie alla professoressa Maria Rita D'Orsogna che dalla California ha per prima diffuso la notizia qui in Italia nel suo blog, mentre la stampa risulta indifferente e tutt'ora solo timide informazione sul web e zero spaccato nei media tradizionali.

Una simulazione di quanto potrebbe accadere da noi la potrete trovare sul blog ALLEGRIA DI NAUFRAGI di Lorenzo Luciano.






Nel mare di Timor, 200 chilometri al largo della costa nord-occidentale dell'Australia, dove un pozzo off-shore (MONTARA) a una profondità superiore ai due chilometri, il pozzo Montara della compagnia Pttep Australasia
, affiliata della thailandese Ptt Exploration, cui appartiene il pozzo, trivellato dalla piattaforma-trivella "WEST ATLAS" di proprietà della Seadrill a causa di un guasto riversa dal 21 agosto milioni di litri di petrolio in mare che ha causato un disastro ambientale paragonato a quello della petroliera Exxon Valdez, che contaminò il golfo dell'Alaska con 30.000 tonellate di greggio.



An oil slick stains the sea off the northern WA coast.
foto: WAtoday.com

L'immagine “http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00633/oil-585_633049a.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.
foto: Debra Glasgow/WWF

WWF's oil slick expedition
foto: Debra Glasgow/WWF

AUSTRALIA MILIONI DI LITRI DI PETROLIO IN MARE

A distanza di due mesi dal guasto a un pozzo off-shore al largo della costa nord-occidentale dell’Australia, milioni di litri di petrolio continuano a riversarsi nel mare di Timor. Lo ha reso noto la versione online del quotidiano britannico “The Times”, citando gli scienziati intervenuti sul posto, che parlano di un disastro ambientale paragonabile a quello causato nel 1989 dalla petroliera Exxon Valdez, che contaminò il golfo dell’Alaska con 30.000 tonnellate di greggio.

Gli ambientalisti si sono detti preoccupati per la fauna marina ma, dato che il disastro è avvenuto a circa 200 chilometri dalla costa, non sono stati in grado di descrivere dettagliatamente i danni causati dal guasto al pozzo off-shore. Gilly Llewellyn, il responsabile del gruppo del Wwf che si è recato sul posto per tre giorni per analizzare la situazione in quel tratto di mare, ha detto di essersi trovato «letteralmente in un mare di petrolio che si disperdeva a vista d’occhio». Secondo la Pttep Australasia, la compagnia petrolifera cui appartiene il pozzo che ha causato il disastro ambientale, ogni giorno si riverserebbero in mare tra i 300 e i 400 barili di petrolio; ma secondo le stime del ministero australiano per le Risorse, l’Energia e il Turismo, si tratterebbe di 2.000 barili al giorno. Secondo gli ambientalisti, il petrolio si estende sulla superficie del mare per circa 15.000 chilometri quadrati.

fonte:
Shippingonline.it

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