domenica 19 luglio 2009

Associazioni, sindaci, cittadini abruzzesi dicono No all'Abruzzo petrolizzato




PESCARA. Questa mattina a Pescara, sul lungomare davanti la “Nave di Cascella” tanti cittadini abruzzesi, le Associazioni della Rete EmergenzAmbienteAbruzzo, alcuni sindaci e alcuni consiglieri delle amministrazioni locali hanno ribadito la loro netta contrarietà al progetto del governo di trasformare la regione Abruzzo in distretto petrolifero.




Un presidio per informare, raccogliere firme sulla petizione che chiede la revoca delle concessioni a terra e mare, e per dimostrare, anche con azioni creative, che «il destino della nostra regione non può essere deciso “dall'alto” senza tener conto della vocazione del territorio né tanto meno del parere della popolazione».
Due artisti di strada hanno inscenato una divertente pantomima tra una donna vestita con abito tipico abruzzese e il cane a sei zampe simbolo dell'Eni.
Circa 200 partecipanti si sono spostati poi a Piazza Salotto per scrivere “NO OIL” usando i propri corpi.
Erano presenti al presidio il sindaco di Miglianico De Marco, il vice-sindaco di Fara Filiorum Petri Simone, l'Assessore all'Ambiente di Fossacesia Natale, il consigliere regionale del PRC Acerbo, il sindaco di Pineto Monticelli, l'assessore all'ambiente di Casalbordino Galante, il consigliere della provincia di Pescara del PRC Sandro Di Minco. Il fronte del NO istituzionale più passa il tempo più si allarga: molti altri sindaci hanno aderito pur non potendo essere questa mattina fisicamente a Pescara.
Alla domanda di cosa la Regione stia facendo vista la prossima scadenza della moratoria votata l'anno scorso riguardante il Centro Oli di Ortona, il commento è stato unanime: «latitante».
Intanto, per le associazioni ambientaliste, la preoccupazione cresce per la legge nazionale in prossima discussione alla Camera dei Deputati ( già passata al Senato) la 1441-ter che di fatto esautora gli Enti Locali da qualunque decisione in materia energetica.
Per questo le Associazioni hanno preparato una lettera indirizzata ai parlamentari abruzzesi che li richiama ad esprimersi pubblicamente sul tema e a dichiarare chiaramente quali azioni, sono disposti a mettere in campo per contrastare quella che per la maggioranza dei cittadini abruzzesi è un'autentica devastazione del proprio territorio.
18/07/2009 15.32

IL TESTO DELLA LETTERA


I Comitati locali ed il movimento ambientalista hanno per primi evidenziato i pericoli derivanti dalla realizzazione del Centro Oli ad Ortona.
Da quel primo allarme, il movimento è cresciuto ed ha continuato a lavorare, evidenziando come – secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico – il territorio di 221 comuni abruzzesi su 305 sono oggi interessati dalla ricerca e dalla coltivazione di gas e petrolio (quest’ultimo “amaro”, altamente corrosivo e di bassa qualità).
Oltre il 49% dell’Abruzzo (compresi i parchi nazionali) e 5.600 kmq di mare antistante le nostre coste sono interessati da tali attività che saranno accompagnate dalla creazione di oleodotti, raffinerie (centri oli) e desolforatori in mare.
In maniera assolutamente casuale siamo così venuti a conoscenza che l’Abruzzo è destinato a diventare un distretto minerario.
Di punto in bianco, qualcuno, senza preoccuparsi minimamente di confrontarsi con la società abruzzese, ha deciso di modificare per sempre la storia e le vocazioni della nostra regione.
Purtroppo dobbiamo osservare come da parte della maggior parte di Voi non vi sia stata alcuna presa di posizione tesa, se non a contrastare, perlomeno ad illustrare e giustificare tali scelte.
Il movimento per un Abruzzo libero dal petrolio ha avviato una campagna informativa in tutte le piazze dei comuni abruzzesi anche attraverso una petizione che chiede a chiare lettere di fermare la deriva petrolifera che sembra poter investire la nostra regione.
Siamo fortemente preoccupati per il Vostro silenzio e per la poca operosità su questo tema ed è per questo che chiediamo pubblicamente le Vostre singole posizioni e le azioni concrete che avete realizzato e che intendete realizzare, affinché venga fermata quella che noi riteniamo un’autentica devastazione dell'intero territorio per i seguenti motivi:
1. L’Abruzzo è la regione verde d'Europa e le estrazioni petrolifere non sono compatibili con questa particolare e straordinaria specificità che attraverso anni di fatica e impegni economici si è voluto potenziare.
2. L’Abruzzo è una regione ricca di falde acquifere sotterranee (preziosa riserva d'acqua per noi e le generazioni future) e come voi saprete esiste una vasta bibliografia, in cui si spiega come le perforazioni per idrocarburi possano essere un potenziale e terribile rischio di inquinamento delle stesse.
3. Per la nostra regione le royalties delle attività estrattive di idrocarburi sono assolutamente insignificanti, sia sotto il profilo occupazionale che economico, mentre i danni alla salute, all’ambiente e alle attività agricole,vitivinicole e turistiche fondanti la nostra economia sarebbero devastanti, come ci insegna la vasta bibliografia sui distretti minerari italiani e stranieri, così come sarà devastante l’impatto sul patrimonio immobiliare dei singoli cittadini e degli enti nelle aree strettamente interessate.
4. L’Abruzzo, proprio per le sue caratteristiche ambientali si presta a sviluppare le fonti energetiche alternative ed investire sull’ottimizzazione e sul risparmio energetico: una scelta, peraltro, che tutti i Paesi dovranno compiere anche per rispondere agli impegni presi a livello internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.
5. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nello studio inerente le ricerche petrolifere in Val D’Agri, il cui territorio è a rischio sismogenetico come il nostro, spiega chiaramente come le perforazioni legate alla ricerca ed alla coltivazione degli idrocarburi aumentino l’incidenza del suddetto rischio (R = valore X vulnerabilità X pericolosità).
Restiamo in attesa di un Vs. riscontro che crediamo un atto dovuto ai cittadini che siete stati chiamati a rappresentare.


Maria Rita D'Orsogna docente Fisica Un. Columbia Los Angeles
per la Rete EmergenzAmbienteAbruzzo
Dante Caserta Consigliere nazionale WWF
Angelo Di Matteo Presidente regionale Legambiente

18/07/2009 15.32

fonte:
PrimaDaNoi.it

LA BATTAGLIA DEL CENTRO OLI FINISCE ALLA BBC



ORTONA. Dopo un servizio trasmesso nei giorni scorsi nella trasmissione “One Planet” della Bbc, oggi sul sito dell’emittente inglese è stato pubblicato un articolo a firma Stephanie Holmes che racconta la lotta degli comitati spontanei contro il Centro Oli.


«I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo sembrano uno scenario improbabile per una battaglia», racconta Holmes che spiega: «nella città costiera di Ortona» si è tenuta la lotta «tra un gigante del petrolio e i politici locali da un lato e gli imprenditori, gli attivisti, i residenti e gli agricoltori dall’altro».
«Tra i filari dei vigneti che si affacciano sul mare», la giornalista ha incontrato le persone del posto che hanno raccontato i motivi della battaglia (salvaguardare il territorio, le attività e le generazioni future).
«Nel mese di maggio», si legge ancora, «l’Eni ha annunciato che non sarebbe andato avanti con il progetto dell’impianto».
La giornalista ha incontrato anche il sindaco Nicola Fratino, (grande promotore dell’impianto) che «non ha nascosto la rabbia per un progetto su cui ha lavorato per anni, poi scomparso nel nulla».
«E’ una tragedia per questa città», ha detto Fratino alla Bbc.
«Abbiamo cacciato da questa regione la sedicesima società più grande del mondo, abbiamo detto no ad una società che voleva investire 600 milioni di euro qui, abbiamo perso 1.000 posti di lavoro».
A pagarne le conseguenze, secondo il sindaco saranno «gli imprenditori come me e altre centinaia».
La Bbc non ha tralasciato nemmeno i collegamenti tra Fratino, la società Bonefra e l’Eni. «Fratino avrebbe vinto due contratti per un valore complessivo di più di un milione di euro dall’Eni», riferisce la giornalista.
Un appalto che in città aveva fatto molto discutere.

«Sono un azionista non un amministratore delegato», ha replicato Fratino. «Ascolta, abbiamo preso parte a circa 50 gare d’appalto e penso che ne abbiamo vinta una per il trasporto merci nel porto per circa 4 o 5 mila euro, non di più».
Fratino ha anche espresso ammirazione per la battaglia portata avanti dagli attivisti, guidati da Maria Rita D’Orsogna perché «con la raffica di post nei blog, video e incontri pubblici sono riusciti a sensibilizzare l’opinione pubblica».

a.l. 18/07/2009 11.16

L'ARTICOLO INTEGRALE DELLA BBC

fonte:

PrimaDaNoi.it

giovedì 16 luglio 2009

giovedì 9 luglio 2009

lunedì 29 giugno 2009

VIVA L'ITALIA !!!

clicca sull'imagine per ingrandirla

per la cartina del'Italia in alta risoluzione scaricatela
in formato pdf dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico
QUI

venerdì 26 giugno 2009

CON OMBRINA MARE ADDIO ALLA COSTA DEI TRABOCCHI !


Dal precedente post Pozzo Ombrina Mare 2
la Meditterannean Oil and Gas plc, continua la sua
corsa verso il raggiungimento dei loro piani industriali
nella nostra regione.


Mediterranean Oil & Gas Provides Ombrina Mare Production Concession Update
Friday, June 26, 2009
Mediterranean Oil & Gas Plc has reached a critical milestone in the approval process for the Ombrina Mare Oil and Gas Field development.

The Company has been advised that the Italian Ministry for Economic Development’s Interministerial Committee for Mineral Research (“CIRM”) has approved the technical aspects of the Company’s application for Production Concession d30 BC MD. Formal documentation from the Ministry is expected shortly.

The Company’s wholly owned subsidiary, Medoilgas Italia S.p.A., owns 100% of Production Concession application d30 BC MD. The production concession application is for an offshore area of approximately 150 sqkm in the central Adriatic Sea and covers the Ombrina Mare Oil and Gas Field in which independent reservoir engineers have certified to date 2P reserves of 20 MMbbls oil and 6.5Bcf of gas.

The CIRM has provided favourable advice to the Ministry for Economic Development on the field development plan (“FDP”), investment plan and development work programme that the Company submitted to the Italian authorities with the production concession application. The CIRM’s approval of the technical aspects of the application is a pre-condition to submitting the proposed development for environmental approval and a critical milestone in the approval process.

The Company is well underway with preparing an environmental impact assessment study of the proposed development and now anticipates being in a position to submit the study to the Italian Ministry for the Environment during the next quarter.

Notification of the CIRM’s approval of the technical aspects of the application means the Company remains on its timetable for completion of the development approval process for the Ombrina Mare Oil and Gas Field by the third quarter 2010.

The application for the production concession to permit development of the Ombrina Mare Oil and Gas Field was submitted on 17 December 2008, following the completion of:

• the independent oil and gas reserves assessment by independent reservoir engineers, Studio Ingegneria Mineraria (“SIM”)
• formal recognition of the hydrocarbon discovery by the Italian Authorities
• completion of the OBM2dir temporary platform and certification of its compliance from RINA (the responsible Italian authority)
• completion of a preliminary feasibility study on the FDP prepared by PROGER Engineers.

The FDP to produce the currently certified 20 MMbbls and 6.5Bcf 2P oil and gas reserves from the Ombrina Mare Oil and Gas Field provides for a development with:

• a single production platform at the OBM2dir producer well location
• 5 development wells (including the already completed and suspended oil producer OBM2dir) two of which will have a double completion for oil and gas
• 1 FPSO plant designed for a maximum oil production of 10,000 bbls/d and to store up to 50,000 tonnes of oil
• a 12km submarine gas pipeline to connect the produced gas from the Ombrina Mare area to an existing gas production plant.

The preliminary feasibility study on the proposed development of the certified reserves in the main Ombrina Mare field indicates oil and gas production should progressively reach 5,000 to 7,500 bbls/d of oil and 3.5 MMcf/d of gas.

The Company has also submitted further options to the FDP in the production concession application in order to obtain approval to appraise and explore the contingent and prospective oil and gas resources identified inside the production concession area.

The Company’s CEO, Sergio Morandi, said:
“The CIRM’s technical approval of the Ombrina Mare Production Concession application just 12 months after OM2+OBM2dir appraisal wells represents a major success for our Company and is testament to the Company’s ability to operate in Italy and deliver on schedule.

Our team continues to achieve major milestones on the path to developing Ombrina Mare and to our goal of becoming a medium sized oil and gas producer. With this same motivation we are now working to complete all of the necessary studies to submit the Ombrina Mare Development for the Ministry of the Environment’s approval too.

The Company is committed to apply in its projects the highest environmental and health & safety standards and the CIRM’s approval reflects the standards and approach adopted in preparing our development plan.”

fonte:
OilVoice

mercoledì 24 giugno 2009

Maria Rita D'Orsogna e le conseguenze dell'estrazione del petrolio



La dott.ssa Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice presso la California State University di Los Angeles illustra i problemi e le conseguenze ambientali e sociali dell’estrazione e della lavorazione del petrolio in Italia.
Ringrazio il sito Arcoiris TV per la distribuzione gratuita del filmato.

fonte: Arcoiris TV
lunghezza: 28,19 min.

giovedì 11 giugno 2009

UNA BELLA IDEA DA COPIARE!



ringrazio Maria Rita D'Orsogna e il bloger Sinceramente per la segnalazione e ovviamente l'autore del video e tutti i 620 cittadini che hanno manifestato e dimostrato di avere a cuore la tutela del loro ambiente.
il video è stato realizzato in Sardegna per evitare il passaggio di petroliere nei loro mari.
la cosa è riuscita!