Questo BLOG nasce con l'intento di essere una bacheca delle informazioni aggiornate per quanto riguarda la petrolizazione della regione Abruzzo, nel tentativo di contrastare l'informazione che non c'è nei media tradizionali, con la speranza di contribuire a fermare questa corsa scellerata verso la distruzione della "Regione Verde d'Europa".
lunedì 30 agosto 2010
lunedì 23 agosto 2010
giovedì 1 luglio 2010
Trivellazioni in mare vietate nelle riserve e in una fascia di 12 miglia da perimetro di zone protette
Off limits una fascia di 5 miglia per tutte le coste italiane. Prestigiacomo: «Colmato un vuoto normativo a difesa del nostro mare e dei nostri gioielli naturalistici»
Giro di vite a difesa dell’ambiente per quanto riguarda le trivellazioni in mare. Nello schema di decreto di riforma del codice ambientale approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, sono state inserite una serie di norme che riformano il sistema delle autorizzazioni per la ricerca e l’estrazione degli idrocarburi.
E’ stato infatti introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione e estrazione di idrocarburi all’intero delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro eterno delle zone di mare e di costa protette.
Inoltre le attività di ricerca ed estrazione di petrolio sono vietate nella fascia marina di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale.
Al di fuori di queste aree in cui vige il divieto, le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi saranno tutte sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale.
La norma adottata dal Consiglio dei Ministri si applica anche ai procedimenti autorizzativi in corso.
“Abbiamo inserito – afferma il Ministro Prestigiacomo - norme chiare a difesa del nostro mare e dei nostri gioielli naturalistici colmando una opacità legislativa che nel recente passato ha suscitato timori nelle comunità locali di zone che attorno alle riserve marine stanno costruendo un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione dei beni ambientali. L’impegno del Governo a difesa dei propri “giacimenti naturali” è pieno. Lo sviluppo delle attività produttive è altresì sostenuto in un ambito di regole chiare che pongono in primo piano la tutela ambientale”.
lunedì 21 giugno 2010
EAA - il 23 a l'AQUILA

a L'Aquila al Consiglio Regionale straordinario
sul petrolio convocato su richiesta di numerosi consiglieri, sia di
maggioranza che di opposizione, e su proposta della Rete di associazioni e
cittadini che si battono per la tutela dell’ambiente abruzzese
EmergenzaAmbienteAbruzzo
martedì 8 giugno 2010
Marea nera. Matt Simmons: c'è un lago di petrolio, che non smetterà di fuoriuscire.
Pubblicato da Debora Billi sul suo Blog: Petrolio
Forse qualcuno ricorda Matthew Simmons, che abbiamo talvolta citato su questo blog. E' un autorevole esperto di petrolio, consulente anche del Presidente Bush, nonché CEO della Simmons & Co, una banca di investimenti nel settore dell'energia. Su Wiki trovate il resto. E' considerato un esperto tra i più informati, a conoscenza di dettagli e segreti ben custoditi.
Proprio ieri Simmons, durante un'intervista televisiva alla MSNBC, ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo: in sintesi, Simmons sostiene che non è solo il pozzo Macondo a dare problemi ed a far fuoriuscire greggio, ma tutta l'area circostante è al momento instabile e oggetto di fuoriuscite. Insomma, il petrolio starebbe uscendo da numerosi punti di quello che è un vero cratere sotto lo strato di fango del fondale. Il pennacchio che vediamo nelle webcam non è quello principale, ed è chiaro dalla ridotta quantità che fuoriesce, e che ammonterebbe invece ad un totale di oltre 100 mila barili al giorno. Nessuno ha visto ancora dove sia il BOP (che secondo Simmons è stato "sparato" dall'esplosione, avvenuta a 50 mila psi, a qualche centinaio di metri di distanza), quel che vediamo e su cui stanno lavorando è solo il riser.
Quando arriveranno al pozzo, non troveranno nessun casing di cemento, perché si è disintegrato, visto che è stato un pessimo lavoro fin dall'inizio. Scopriranno che c'è un lago di petrolio destinato a coprire buona parte del Golfo, ad arrivare all'Atlantico ed a spargersi su vaste aree della terraferma una volta che comincerà la stagione degli uragani.
Dati questi presupposti, non servirà neppure il pozzo di contenimento che si attede tanto ansiosamente per il mese di Agosto. L'unica soluzione è un'esplosione nucleare.
Fin qui il riassunto dell'intervista a Matt Simmons. Su TOD hanno aperto un thread per discutere la plausibilità delle affermazioni di questo che è stato presentato da MSNBC come "uno dei più autorevoli esperti del pianeta". Gli amici di TOD, malgrado la storica stima per Simmons, sono piuttosto scettici perché trovano nel suo racconto gli estremi per una teoria del complotto, visto che sia la BP sia il governo dovrebbero stare occultando molte e sostanziali informazioni, molto più di quanto già non si sospettasse. Ma la teoria di Simmons è supportata anche dal Senatore della Florida Ben Nelson, uno dei più competenti tra i membri del Congresso, che già 5 giorni fa sosteneva che il casing di cemento abbia ceduto e che il pozzo di contenimento non servirà.
Ecco il video dell'intervista a Simmons, dalla MSNBC.
Update: la valutazione di Simmons su 100 mila barili al giorno viene confermata anche da un esperto del Comitato del Governo Americano (Flow Rate Technical Group), nonché ricercatore del Marine Science Institute dell'University of California. Qui.
fonte: Petrolio
lunedì 7 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
lunedì 31 maggio 2010
domenica 23 maggio 2010
venerdì 21 maggio 2010
Costa Teatina: il Parco contro il petrolio
Sulla costituzione del Parco della Costa Teatina parla Andrea Natale: “Sono trascorsi quasi 13 anni – esordisce Andrea Natale, Assessore all'Ambiente, nonchè Direttore della Riserva Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”- da quando il Senatore Staniscia, bontà sua, pensò di inserire la Costa Teatina tra le aree di reperimento principali per costituire Parchi Nazionali nella Legge Quadro Nazionale con l’art.4, comma 3, legge n°344/97 e 9 dalla sua istituzione con la L. N°93/2001 e siamo ancora qui a cincischiare e perdere tempo”.
Facciamo un po' di chiarezza: punto primo, finchè non cancellano la legge a livello nazionale l’iter del Parco si DEVE concludere, così stiamo ritardando l'applicazione di una legge dello Stato. La Regione (Giunta Pace) sollevo l'incostituzionalità e provò a bloccarne l'istituzione e la Corte Costituzionale, sentenza n.422 del 2002 gli diede torto, dicendo che la competenza è del Ministero, sentita la Regione. Punto secondo, la perimetrazione su cui si discute è una proposta fatta al Ministero dalla Regione Abruzzo, poiché alla Regione non arrivarono le proposte dei Comuni, molti presero tempo, come fanno ora, con dei distinguo. Punto terzo, è vero che la perimetrazione proposta sembra fatta ad hoc per farsi dire di no dai Comuni, della serie noi abbiamo risposto all'obbligo che ci chiedeva il Ministero il no facciamolo dire ai Comuni. Punto quarto, i vincoli, qui abbiamo atteggiamenti strani che vanno dal tatticismo alla mistificazione, per arrivare a punte che sfiorano il terrorrismo psicologico, che denotano, per molti, la supponenza e la non conoscenza della materia di cui si parla. I vincoli sono collegati alla zonizzazione interna al perimetro del Parco, le zone sono, solitamente 4, e i vincoli sono diversificati a seconda di ciò che si trova dentro queste zone. La zona A, a protezione integrale è quella dove c'è quello che si deve tutelare, la biodiversità da proteggere, le Riserve e i SIC, nel nostro caso dovrebbero andare lì, la zona B, dove si dovrebbe riqualificare ed agire per ricucire, in ottica di rete ecologica, il territorio e il paesaggio, agendo anche come “cuscinetto” per proteggere le zone a forte valenza naturalistica, la zona C, dove ci sarebbe uno sviluppo “controllato” e la Zona D, dove si prevedono regimi ordinari e dove le previsioni rimarrebbero quelle previste dai Piani Regolatori Generali.
Per avere un'idea pensiamo al Parco del Gargano, non mi sembra che lì si sia tornati “indietro al calesse e al cavallo” o che non sia possibile più neanche “aprire una finestra”, o che si sia “bloccato lo sviluppo”. Nessuno pensa, ne lo potrebbe fare, di porre gli stessi vincoli che esistono sulle Riserve alle zone dei centri abitati o delle zone industriali (vedi Val di Sangro).
Dobbiamo capire che si deve cambiare modello economico di riferimento però. Non possiamo consumare territorio, mettere al primo posto il profitto privato ed illuderci di poter continuare a crescere, continuando a far pagare i costi ambientali e sociali al pubblico. Più che di sviluppo dovremmo parlare di benessere durevole. Viviamo in un mondo finito e le risorse che abbiamo le dobbiamo gestire in modo razionale, controllato e pianificato. Il turismo che dovrebbe essere il volano della nostra economia locale e che si deve trainare l'agricoltura, l'agro-alimentare, deve avere come obiettivo la qualità e come confini la sostenibilità. Uno studio commissionato 5 anni fa dalla Rete delle Riserve Regionali dimostrò che nelle Riserve gestite bene ogni euro investito ne produceva 40, un esempio per tutti la Riserva Regionale del “Lago di Penne” che tra indotto e persone che lavorano per la Riserva arriva a quasi 3.000 occupati! Come presenze turistiche i Comuni con Riserve e Parchi sono quelli che hanno registrato i maggiori trend di crescita, la BIT ed EcoTour ci confermano questi trend ogni anno.
Aggiungo in conclusione che con l'ingresso dei paesi dell'Est Europa i fondi europei stanno prendendo sempre più quella strada e per noi restano destinate risorse per la sostenibilità. I territori con aree protette saranno quindi favoriti per quanto riguarda l'Europa Occidentale per attrarre finanziamenti. Il Parco esteso a mare bloccherebbe anche la petrolizzazione. Non capisco questa schizzofrenia del dichiararsi contro e presentare osservazioni contro la petrolizzazione e poi tentennare davanti ad una scelta che bloccherebbe l'espandersi di questo pericolo. Se si dice no alla petrolizzazione e si al turismo e all'agricoltura di qualità e alle fonti rinnovabili con il Patto dei Sindaci bisogna dire si anche al Parco. I 5.000 cittadini abruzzesi a San Vito il 18 aprile lo vogliono, su Facebook è nato un gruppo Pro Parco Nazionale che ha quasi 2.00 iscritti in solo 8 giorni, dobbiamo parlare chiaro ai cittadini. Fossacesia sta lavorando alla proposta, credo che si debba fare chiarezza sull'argometno di cui si parla e confrontarsi anche con i cittadini, le associazioni, gli imprenditori e le università, non possiamo perdere questa occasione, ognuno si prenda le proprie responsabilità e non butti fumo per depistare gli altri e continuare a perdere tempo il declino è vicino altrimenti e le scelte devono essere nette e veloci nella direzione che ci viene indicata da molte parti come quella percorribile: SI AL PARCO e SUBITO.
fonte: tuttoAbruzzo.it


