lunedì 21 giugno 2010

EAA - il 23 a l'AQUILA


mercoledì 23 giugno alle 16
a L'Aquila al Consiglio Regionale straordinario
sul petrolio convocato su richiesta di numerosi consiglieri, sia di
maggioranza che di opposizione, e su proposta della Rete di associazioni e
cittadini che si battono per la tutela dell’ambiente abruzzese
EmergenzaAmbienteAbruzzo

martedì 8 giugno 2010

Marea nera. Matt Simmons: c'è un lago di petrolio, che non smetterà di fuoriuscire.

L'immagine “http://www.gohybrid.ca/pics/oil-on-water1.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.

Pubblicato da Debora Billi sul suo Blog: Petrolio

Forse qualcuno ricorda Matthew Simmons, che abbiamo talvolta citato su questo blog. E' un autorevole esperto di petrolio, consulente anche del Presidente Bush, nonché CEO della Simmons & Co, una banca di investimenti nel settore dell'energia. Su Wiki trovate il resto. E' considerato un esperto tra i più informati, a conoscenza di dettagli e segreti ben custoditi.

Proprio ieri Simmons, durante un'intervista televisiva alla MSNBC, ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo: in sintesi, Simmons sostiene che non è solo il pozzo Macondo a dare problemi ed a far fuoriuscire greggio, ma tutta l'area circostante è al momento instabile e oggetto di fuoriuscite. Insomma, il petrolio starebbe uscendo da numerosi punti di quello che è un vero cratere sotto lo strato di fango del fondale. Il pennacchio che vediamo nelle webcam non è quello principale, ed è chiaro dalla ridotta quantità che fuoriesce, e che ammonterebbe invece ad un totale di oltre 100 mila barili al giorno. Nessuno ha visto ancora dove sia il BOP (che secondo Simmons è stato "sparato" dall'esplosione, avvenuta a 50 mila psi, a qualche centinaio di metri di distanza), quel che vediamo e su cui stanno lavorando è solo il riser.

Quando arriveranno al pozzo, non troveranno nessun casing di cemento, perché si è disintegrato, visto che è stato un pessimo lavoro fin dall'inizio. Scopriranno che c'è un lago di petrolio destinato a coprire buona parte del Golfo, ad arrivare all'Atlantico ed a spargersi su vaste aree della terraferma una volta che comincerà la stagione degli uragani.

Dati questi presupposti, non servirà neppure il pozzo di contenimento che si attede tanto ansiosamente per il mese di Agosto. L'unica soluzione è un'esplosione nucleare.

Fin qui il riassunto dell'intervista a Matt Simmons. Su TOD hanno aperto un thread per discutere la plausibilità delle affermazioni di questo che è stato presentato da MSNBC come "uno dei più autorevoli esperti del pianeta". Gli amici di TOD, malgrado la storica stima per Simmons, sono piuttosto scettici perché trovano nel suo racconto gli estremi per una teoria del complotto, visto che sia la BP sia il governo dovrebbero stare occultando molte e sostanziali informazioni, molto più di quanto già non si sospettasse. Ma la teoria di Simmons è supportata anche dal Senatore della Florida Ben Nelson, uno dei più competenti tra i membri del Congresso, che già 5 giorni fa sosteneva che il casing di cemento abbia ceduto e che il pozzo di contenimento non servirà.

Ecco il video dell'intervista a Simmons, dalla MSNBC.



Update: la valutazione di Simmons su 100 mila barili al giorno viene confermata anche da un esperto del Comitato del Governo Americano (Flow Rate Technical Group), nonché ricercatore del Marine Science Institute dell'University of California. Qui.

fonte: Petrolio

venerdì 21 maggio 2010

Costa Teatina: il Parco contro il petrolio

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COSTA TEATINA: Rocca San Giovanni















Sulla costituzione del Parco della Costa Teatina parla Andrea Natale: “Sono trascorsi quasi 13 anni – esordisce Andrea Natale, Assessore all'Ambiente, nonchè Direttore della Riserva Regionale “Lecceta di Torino di Sangro”- da quando il Senatore Staniscia, bontà sua, pensò di inserire la Costa Teatina tra le aree di reperimento principali per costituire Parchi Nazionali nella Legge Quadro Nazionale con l’art.4, comma 3, legge n°344/97 e 9 dalla sua istituzione con la L. N°93/2001 e siamo ancora qui a cincischiare e perdere tempo”.

Facciamo un po' di chiarezza: punto primo, finchè non cancellano la legge a livello nazionale l’iter del Parco si DEVE concludere, così stiamo ritardando l'applicazione di una legge dello Stato. La Regione (Giunta Pace) sollevo l'incostituzionalità e provò a bloccarne l'istituzione e la Corte Costituzionale, sentenza n.422 del 2002 gli diede torto, dicendo che la competenza è del Ministero, sentita la Regione. Punto secondo, la perimetrazione su cui si discute è una proposta fatta al Ministero dalla Regione Abruzzo, poiché alla Regione non arrivarono le proposte dei Comuni, molti presero tempo, come fanno ora, con dei distinguo. Punto terzo, è vero che la perimetrazione proposta sembra fatta ad hoc per farsi dire di no dai Comuni, della serie noi abbiamo risposto all'obbligo che ci chiedeva il Ministero il no facciamolo dire ai Comuni. Punto quarto, i vincoli, qui abbiamo atteggiamenti strani che vanno dal tatticismo alla mistificazione, per arrivare a punte che sfiorano il terrorrismo psicologico, che denotano, per molti, la supponenza e la non conoscenza della materia di cui si parla. I vincoli sono collegati alla zonizzazione interna al perimetro del Parco, le zone sono, solitamente 4, e i vincoli sono diversificati a seconda di ciò che si trova dentro queste zone. La zona A, a protezione integrale è quella dove c'è quello che si deve tutelare, la biodiversità da proteggere, le Riserve e i SIC, nel nostro caso dovrebbero andare lì, la zona B, dove si dovrebbe riqualificare ed agire per ricucire, in ottica di rete ecologica, il territorio e il paesaggio, agendo anche come “cuscinetto” per proteggere le zone a forte valenza naturalistica, la zona C, dove ci sarebbe uno sviluppo “controllato” e la Zona D, dove si prevedono regimi ordinari e dove le previsioni rimarrebbero quelle previste dai Piani Regolatori Generali.

Per avere un'idea pensiamo al Parco del Gargano, non mi sembra che lì si sia tornati “indietro al calesse e al cavallo” o che non sia possibile più neanche “aprire una finestra”, o che si sia “bloccato lo sviluppo”. Nessuno pensa, ne lo potrebbe fare, di porre gli stessi vincoli che esistono sulle Riserve alle zone dei centri abitati o delle zone industriali (vedi Val di Sangro).

Dobbiamo capire che si deve cambiare modello economico di riferimento però. Non possiamo consumare territorio, mettere al primo posto il profitto privato ed illuderci di poter continuare a crescere, continuando a far pagare i costi ambientali e sociali al pubblico. Più che di sviluppo dovremmo parlare di benessere durevole. Viviamo in un mondo finito e le risorse che abbiamo le dobbiamo gestire in modo razionale, controllato e pianificato. Il turismo che dovrebbe essere il volano della nostra economia locale e che si deve trainare l'agricoltura, l'agro-alimentare, deve avere come obiettivo la qualità e come confini la sostenibilità. Uno studio commissionato 5 anni fa dalla Rete delle Riserve Regionali dimostrò che nelle Riserve gestite bene ogni euro investito ne produceva 40, un esempio per tutti la Riserva Regionale del “Lago di Penne” che tra indotto e persone che lavorano per la Riserva arriva a quasi 3.000 occupati! Come presenze turistiche i Comuni con Riserve e Parchi sono quelli che hanno registrato i maggiori trend di crescita, la BIT ed EcoTour ci confermano questi trend ogni anno.

Aggiungo in conclusione che con l'ingresso dei paesi dell'Est Europa i fondi europei stanno prendendo sempre più quella strada e per noi restano destinate risorse per la sostenibilità. I territori con aree protette saranno quindi favoriti per quanto riguarda l'Europa Occidentale per attrarre finanziamenti. Il Parco esteso a mare bloccherebbe anche la petrolizzazione. Non capisco questa schizzofrenia del dichiararsi contro e presentare osservazioni contro la petrolizzazione e poi tentennare davanti ad una scelta che bloccherebbe l'espandersi di questo pericolo. Se si dice no alla petrolizzazione e si al turismo e all'agricoltura di qualità e alle fonti rinnovabili con il Patto dei Sindaci bisogna dire si anche al Parco. I 5.000 cittadini abruzzesi a San Vito il 18 aprile lo vogliono, su Facebook è nato un gruppo Pro Parco Nazionale che ha quasi 2.00 iscritti in solo 8 giorni, dobbiamo parlare chiaro ai cittadini. Fossacesia sta lavorando alla proposta, credo che si debba fare chiarezza sull'argometno di cui si parla e confrontarsi anche con i cittadini, le associazioni, gli imprenditori e le università, non possiamo perdere questa occasione, ognuno si prenda le proprie responsabilità e non butti fumo per depistare gli altri e continuare a perdere tempo il declino è vicino altrimenti e le scelte devono essere nette e veloci nella direzione che ci viene indicata da molte parti come quella percorribile: SI AL PARCO e SUBITO.

fonte: tuttoAbruzzo.it

Lettera aperta di Ludovica Raimondi


http://www.thenovecentospost.com/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/gianni_chiodi.jpg

Ill.mo Presidente Gianni Chiodi,

Le scrivo dopo aver letto dell’ “intesa” raggiunta tra la Regione Abruzzo e lo Stato, grazie alla quale il disegno di Legge n. 32 del 18 Dicembre 2010, riformulata dopo l’impugnazione del Governo di fronte alla Corte Costituzionale, potrà avere valore effettivo e debellare la paura dell’invasione petrolifera nella nostra terra. Un passo avanti nella lotta che associazioni ambientaliste, comitati e noi semplici cittadini abbiamo abbracciato e stiamo portando avanti con onestà intellettuale e caparbietà; si potrebbe dire che è un passo avanti della vera Democrazia. Leggendo alcuni articoli, mi sono venute in mente riflessioni istantanee, che nell’arco della giornata hanno trovato conferma nelle obiezioni mosse dalla così definita opposizione: la legge suddetta vieta attività di estrazione, coltivazione e lavorazione di “idrocarburi liquidi” nell’80% del territorio abruzzese, ossia in quelle sei aree ritenute protette per peculiarità specifiche che tutti conosciamo. Rimane fuori quel 20% , per cui Lei ha precisato «vanno comunque tenuti in considerazione i vincoli di compatibilità idrogeologica, sismica, tettonica». Bisogna quindi pensare che la copertura del territorio sarà del 100%? La domanda che mi è sopraggiunta è questa: cosa deciderà la regione in merito alle richieste della compagnia americana Forest Oil, che ha chiesto la concessione per trivellare il giacimento di gas naturale nei pressi del Lago di Bomba, aprendo altri pozzi e installando un impianto di raffineria e desolforazione del metano, comunque rischiosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente? Se la lettura non m’inganna, la Legge permetterebbe tale attività, in quanto non compare la dicitura “idrocarburi liquidi e gassosi”. Perché non è stata inserita sin dall’inizio? Questo ai miei occhi appare un “NI” e non un deciso “NO”. Per poi non parlare dell’omissione della VAS: mi chiedo se al Governo Regionale stia davvero a cuore la salute dei cittadini. Anche qui mi sembra che la risposta risulti non positiva. Tornando quindi a “bomba”, in queste settimane molti cittadini e associazioni hanno scritto centinaia di lettere e osservazioni contro il progetto della compagnia americana, per chiedere alla Regione di non acconsentire alle richieste da questa avanzate: quale sorpresa ci riserveranno i nostri governatori alla luce di quanto detto finora? Cosa dobbiamo pensare noi semplici e ignoranti cittadini? Che nei Suoi piani economici e politici era già in considerazione questa possibilità di regalare il Lago di Bomba agli americani? Una canzone recita “chi vivrà, vedrà”. Vedremo!!! Rimane comunque il fatto che non è stato detto un NO categorico a QUALSIASI ATTIVITA’ DI RICERCA, DI ESTRAZIONE E DI RAFFINAZIONE NELLA NOSTRA TERRA. Altro aspetto che vorrei contestare è questo: lei continua a dire che è stanco di parlare di qualcosa che non esiste, che non c’è. Mi riferisco al Centro Oli, che secondo le Sue parole sarebbe un “fantasma” creato dai soliti ambientalisti, per intimorire la popolazione. Negli articoli di oggi si legge “da quando io sono al governo il Centro Oli non c’è, mentre quando ha governato l’Ambientalismo esso era una realtà”. Mi permetta, Presidente, quando ha governato l’ambientalismo? Se si riferisce a Del Turco, be’, non erano gli ambientalisti a guidare il timone della nave, ma il Pd, un partito politico pari al Suo!!! Questo dimostra quanto la politica sia lontana dalla gente e dall’onestà etica e morale: le ragioni ambientali potranno anche influire su alcune ideologie, ma la popolazione tutta sta dimostrando che la battaglia contro il Petrolio e gli Idrocarburi non ha colori politici e non vuole essere strumentalizzata da chi fa solo conti con il proprio elettorato e i voti da conquistare. Le dico sinceramente che il mio dito è puntato contro tutti, indistintamente, perché è stata violata la libertà di ogni cittadino di essere informato e interpellato su questioni che lo riguardano in primis. Basta parlare di Centro Oli di Ortona!!! Abbiamo scritto per fermare i progetti di Elsa, Elsa2, Casalborsino, Ombrina Mare2, Lago di Bomba!!!! Può ancora dire che il problema petrolio sia il Centro Oli? Nelle osservazioni degli esperti e nei progetti della Medoil Gas si legge che la piattaforma Ombrina Mare2 avrà un Centro Oli galleggiante, un desolforatore sempre attivo a soli 6Km dalla costa di San Vito Chietino. Grazie a chi si sta prodigando a reperire informazioni degne di essere divulgate, ho letto che anche la Provincia di Teramo sarà presto interessata dalla minaccia delle compagnie petrolifere: mi riferisco alle istanze di Permesso di Ricerca in Terraferma “Colle dei Nidi” e l’istanza “Corropoli”, che concentrano quasi tutti i paesi del teramano, da Notaresco a Nereto e S.Omero, da Mosciano S. Angelo a Roseto, Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro. Mi dispiace come cittadina e come persona che riesce ad andare al di là delle semplici frasi ad effetto e propagandistiche sentire mistificazioni sulle nostre ansie e sui nostri timori: Le vorrei ricordare che il Suo ruolo richiede serietà e sensibilità anche verso la più innocua preoccupazione cittadina, perché Lei si è candidato e si è fatto eleggere per far fronte ai problemi e alle richieste degli Abruzzesi. Non è bello -e mi permetta questo appunto- che un Presidente sbuffi dinanzi a domande legittime sul futuro dell’ambiente e della salute di esseri viventi: Le ricordo che non sta trattando con le carte di bilanci o con i numeri economici e basta, Lei ha davanti a sé GENTE, PERSONE, UOMINI, che hanno il DIRITTO DI ESSERE TUTELATI E DIFESI IN MATERIA DI SALUTE E SANITA’. Che tristezza Presidente Chiodi, sentirLa sempre così superficiale e distaccato da cause che riguardano anche il SUO TERRITORIO, la SUA VITA E QUELLA DEI SUOI FIGLI. Cosa lascerà loro nel prossimo futuro? La semplice vanagloria di poter dire “Mio padre è stato il presidente di questa regione?”. Presidente Chiodi non si governa per essere sopra gli altri, per avere privilegi economici e sociali, non si sta al capo di un paese per poter fare ciò che si vuole e per poter girare con la scorta o con le auto blu (anzi, ora grigie) in pompa magna.

Presidente si governa per Amore verso la propria terra, verso le proprie radici e verso la gente che fa parte di quella sua stessa esistenza. Si governa per il BENE COMUNE E IL DIRITTO A ESSERE FELICI!!!!!

Presidente, non sarà Lei o Berlusconi o Napolitano a fermare i petrolieri: saremo NOI ABRUZZESI a farlo, in nome della DEMOCRAZIA PARTECIPATA E CIVILE, quella vera e concreta, quella che viene dal basso, quella che unisce ambientalisti, politici di destra e di sinistra, cittadini di qualsiasi estrazione sociale e di qualsiasi ideologia, religione e cultura. Saremo noi, che avanzeremo e che ci muoveremo per difendere il nostro mare e la nostra terra. Sarete spinti dalle nostre pressioni, affinché si arrivi a legiferare contro l’estrazione di TUTTI gli idrocarburi, contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua. La vittoria in queste battaglie non sarà Sua o del Suo partito, non sarà dei politici, ma sarà nostra, della nostra caparbietà e della nostra volontà. Vede, le elezioni hanno un loro termine, sono scandite dai tempi, come qualsiasi cosa su questa terra, ma l’operato rimarrà nella memoria e negli archivi e potrà essere giudicato sempre e ovunque. Noi giudichiamo oggi. Perché non è venuto alla manifestazione del 18 Aprile 2010? Perché non è venuto con la sua famiglia a dare un supporto ai Suoi concittadini? Non solo non è venuto, ma si è preso anche la licenza di tacciare il corteo come una sollevazione politica-partitica, che strumentalizza ed enfatizza alcune tematiche per riscontri a proprio vantaggio. Presidente, personalmente non sono tesserata a nessun partito, pur avendo le mie idee. Ero lì in mezzo a tanti giovani, a tanti bambini e a tante persone che hanno espresso l’identità abruzzese.

In questo periodo vediamo tagli all’istruzione e alla sanità, le due colonne portanti di una società civile e di uno Stato di Diritto. Forse sarebbe banale asserire che le leggi dell’Economia e del Mercato stanno governando con crescendo cinismo le scelte politiche mondiali e italiane in particolare, mentre stiamo perdendo l’Umanità e l’Umanesimo che dovrebbero essere i timoni di una nave robusta e forte: ma credo che non sia così infantile o ingenuo come si pensi. Il capitalismo sta offuscando la mente e sta inculcando un arrivismo senza pari, fatto di competizione spietata e di individualismo, dove la contemplazione della realtà e dell’essenza vitale non trovano più il loro posto. Una medaglia è fatta di due facce, perché il fronte compensi il retro e viceversa. In ogni cosa deve esistere un equilibrio, perché l’univocità non si incrini da una parte o dall’altra. Il mio amore per la Libertà e per la Cultura, però, mi suggerisce che si continuerà a scrivere e a leggere, si continuerà a parlare e a lottare per salvaguardare l’impeto vitale di vita che c’è dentro ogni essere umano. Dio o non Dio, la spiritualità dell’essere sarà sempre forte e più forte, perché senza la contemplazione della Bellezza e della Dignità Umana non si andrà avanti né con la scienza né con l’economia. Ecco perché prima o poi vincerà chi eticamente unirà la concretezza di un’economia sana e pulita con l’idealismo della vita e dell’arte.

Le pongo nuovamente la domanda di dove sia finita la Sua sensibilità abruzzese che avvicinava l’uomo candidato alle politiche regionali alla Dott.ssa Maria Rita D’Orsogna; dove il Suo amore per questa terra. Chi prova un legame forte con la propria regione si impone come un impavido e un “ribelle” verso chi avanza con decisione pretendendo di conquistare le campagne, i pascoli, le coste che hanno segnato la sua vita. Lei questo atteggiamento non lo mostra. Non creda che queste parole siano vagheggiamenti alla Don Chisciotte: ieri potevano essere imperatori, re, generali, guerrieri, crociati, che muovevano guerre contro territori nemici; oggi sono le lobbie, i capitalisti e gli azionisti che in giacca e cravatta, muniti di contanti e contratti, con disinvoltura comprano terreni e politici. Non più architetture faraoniche in pietra, non più cattedrali slanciate verso le sommità celesti, non più grattacieli: piattaforme e raffinerie in tutto il mondo. Cosa andranno a vedere i nostri figli nei viaggi che faranno? Quali nuove malattie dovranno combattere oltre ai cancri oggi più diffusi?

Giorni fa ero a uno degli appuntamenti del Premio Giuseppe Fava e per l’occasione c’era il banchetto di uno dei comitati per la raccolta firme sul petrolio: una signora si avvicina e dice:«Tutto ci stanno mangiando! Tutto. L’Abruzzo è la più bella regione. Sono nove anni che vivo qui e posso dire che è bellissima, la più bella. Certo dopo Napoli, che è casa mia». Lo ha detto con tanto trasporto e le ho risposto:«Anche in Campania state andando al massacro. Vogliono costruire altre discariche alle pendici del Vesuvio». Bellissimi discorsi vero? Interessanti e soprattutto allegri. Non si parla più delle bellezze e del benessere, della serenità che infonde un luogo nel viverlo. No. Si parla di cattiva politica e di bruttezza. Che desolazione. La bellezza è cristallizzata ormai nelle immagini pubblicitarie, nelle foto e nelle cartoline, magari ritoccate e falsificate.

Prima di accomiatarmi Le voglio scrivere poche righe, tratte dal romanzo di Azadeh Moaveni, Viaggio di nozze a Teheran:

“Il governo (Iraniano), preoccupato che l’Occidente potesse imporre sanzioni sulle importazioni di benzina, aveva deciso di ritrarre la sovvenzione di lunga data che consentiva agli iraniani di comprare carburante al prezzo ridicolo di circa 35 centesimi al gallone. Vi chiederete come mai l’Iran, che sorge su così vaste riserve petrolifere, debba importare carburante. La risposta è che il governo non è riuscito a raggiungere una capacità di raffinazione sufficiente a soddisfare le esigenze di consumo della nazione.”

La Basilicata, regione italiana, non ha avuto le riduzioni promesse. Gli Italiani non hanno agevolazioni sul carburante. Perché per gli Abruzzesi dovrebbe essere diverso?

Le porgo i miei cordiali saluti con l’augurio di vedere concretizzata la promessa che la Regione Abruzzo rimarrà Regione Verde D’Europa!!!

Ludovica Raimondi

Giulianova, 20 Maggio 2010


un grazie a Ludovica per la sua disponibilità.