Questo BLOG nasce con l'intento di essere una bacheca delle informazioni aggiornate per quanto riguarda la petrolizazione della regione Abruzzo, nel tentativo di contrastare l'informazione che non c'è nei media tradizionali, con la speranza di contribuire a fermare questa corsa scellerata verso la distruzione della "Regione Verde d'Europa".
Affinché i cittadini diventino protagonisti delle scelte di sviluppo economico e sociale del loro territorio.
Per promuovere anche in Abruzzo politiche di sviluppo ecosostenibili basate sulla sostituzione delle attuali fonti di approvvigionamento energetico con fonti pulite e rinnovabili.
Per diffondere la consapevolezza che la corretta e responsabile gestione dell’energia è un compito primario delle istituzioni e dei singoli cittadini.
Per impostare nuove politiche energetiche che superino la visione centralizzata dell’energia
prodotta da grandi impianti che sfruttano petrolio, carbone o uranio e per la diffusione di piccoli impianti locali che utilizzino la potenza del sole, la forza del vento, il movimento dell'acqua, la disponibilità rinnovabile delle biomasse e la geotermia.
La rete di associazioni emergenzambienteabruzzo indice la
MANIFESTAZIONE
SI ALL’ABRUZZO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, NO AL PETROLIO
INVITO PER UNA POLITICA ENERGETICA E PER UNO SVILUPPO ECONOMICO ECOSOSTENIBILI
a San Vito Marina (CH)
il 18 Aprile 2010
presso l’ex Stazione Ferroviaria, ritrovo ore 15,00.
Le associazioni manifestano la loro assoluta opposizione alle numerose istanze di sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi (di importanza trascurabile per il fabbisogno energetico nazionale) che interessano sia la nostra terra che il nostro mare e reclamano uno sviluppo economico fondato su attività compatibili con l’ambien-te, sullo sviluppo del turismo su una pesca e su un’agricoltura sane e di qualità.
Come fondamentale momento di presa di coscienza della cittadinanza sulla preoccupante deriva petrolifera che investe la nostra regione: l’Abruzzo è interessato per circa il 50% da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Negli ultimi anni le domande per nuove concessioni sono aumentate esponenzialmente, soprattutto in mare. In questi giorni è in discussione l'installazione di due piattaforme petrolifere (Ombrina mare ed Elsa 2) con annesso "centro oli" galleggiante pochi km a largo della costa dei trabocchi, zona con grandissime potenzialità turistiche.
Lo sfruttamento del petrolio avrà inevitabili effetti sull'ambiente e sulla salute di tutti gli abruzzesi e li esporrà a rischi di incidenti potenzialmente catastrofici. Nessuna royalty potrà compensare i danni all'agricoltura, al turismo ed all’immagine dell’Abruzzo "Regione Verde d’Europa".
L’Abruzzo deve puntare decisamente su una politica energetica basata sull’efficienza e sull’impiego di fonti rinnovabili e le comunità locali rivestono un ruolo fondamentale pretendendo investimenti che mirino almeno al raggiungimento degli obbiettivi previsti dal Pacchetto Clima ed Energia 20-20-20 (20% di riduzione di CO2, 20% di aumento dell'efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili).
Petrolio: arriva il no delle provincie costiere abruzzesi
I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo), hanno firmato un documento nel quale esprimono la massima contrarietà a qualsiasi tipo di sfruttamento petrolifero del sottosuolo terrestre e marino:
"Questa è una battaglia che ci vede molto uniti"
I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo) si oppongono fermamente allo sfruttamento petrolifero del sottosuolo abruzzese, sia marino che terrestre.
Questa mattina, infatti, nel corso di una conferenza stampa, i tre rappresentanti provinciali hanno sottoscritto un documento ufficiale con il quale “esprimono netta contrarietà ad ogni ipotesi di ulteriore attività estrattiva a terra e mare” sottolineando che “problematiche collegate a questa vicenda rappresentano una priorità assoluta”. Le Province, quindi, si apprestano a sollecitare un incontro al governatore Gianni Chiodi al quale chiederanno: ”di concordare iniziative politiche, istituzionali ed eventualmente legali, da intraprendere insieme”.
Un capitale ambientale “troppo grande, siamo accomunati dal mare Adriatico e dalle sue risorse” ha sottolineato Mario Lattanzio, della Provincia di Pescara: “Questa è una battaglia che ci vede molto uniti”. Tutti gli assessori, infatti, hanno ricordato come l'Abruzzo sia legato profondamente al turismo balneare, alla produzione di olio, vino e prodotti agricoli di eccellenza, all'attività ittica. Risorse che verrebbero inevitabilmente danneggiate da un eventuale sfruttamento petrolifero del sottosuolo.
BARI - Il Tar di Lecce ha ordinato lasospensiva del decreto ministeriale per lavori preliminari relativi alla ricerca di idrocarburi nel mare pugliese. Ne dà notizia l’assessore regionale all’Ecologia, Onofrio Introna: la Regione Puglia, infatti, insieme col Comune di Fasano (Brindisi) si era associata al ricorso presentato dal Comune di Ostuni (Brindisi) contro un provvedimento del ministero dell’Ambiente riguardante la compatibilità ambientale di lavori preliminari per l’estrazione di idrocarburi in favore della società britannica Northern Petroleum.
Per il Tar – dice Introna – “il procedimento di compatibilità ambientale è culminato nell’adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità”. Tra questi – riferisce Introna – “è stato sottovalutato il carattere inquinante della tecnica di prospezione geofisica denominata 'Air Gun’, un metodo di ricerca del petrolio. Non sono state valutate, per il Tar, altre alternative tecnicamente praticabili”.
Introna sottolinea che “questa tecnica di ricerca, secondo il Tar, non tiene in considerazione i danni che subirebbero alcune specie marine, come i cetacei. “La decisione del Tar - prosegue l’assessore regionale – mette in luce anche una omessa valutazione dei pregiudizi che l’attività di ricerca petrolifera può creare per le attività produttive attraverso le quali si manifesta la vocazione del territorio costiero, dalla pesca alla balneazione”.
Infine, Introna mette in rilievo che “nella decisione del Tar ha influito la mancata nomina di un rappresentante regionale nell’ambito della Commissione tecnica di Verifica di impatto ambientale, segno della non considerazione da parte del ministero dell’interesse dell’Ente territoriale”.
ORE 15.11 - AMATI: GRANDE VITTORIA Rappresenta ''una grande vittoria per l'intero territorio regionale” la decisione del Tar di Lecce di sospendere il provvedimento con il quale il ministero dell’Ambiente si è pronunciato positivamente sulla compatibilità ambientale di lavori preliminari alla attività di estrazione di idrocarburi in favore della società Northern Petroleum. Lo afferma l’assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati. “Accogliendo il principio di prevenzione, – afferma Amati – permette una tutela anticipata nei confronti dei rischi di disastro ambientale e individua, già in questa fase, l'illegittimità dell’azione di questo governo nazionale contro la quale tutti i Comuni interessati si sono fortemente battuti”.
“Continueremo incessantemente – afferma Amati – a difendere le nostre coste e le attività ad esse connesse, non abbasseremo mai la guardia e staremo sempre al fianco di tutti i cittadini pugliesi che stanno lottando per difendere la propria terra, le sue inestimabili bellezze e le attività economiche tipiche della zona”. “La voglia di custodire il nostro territorio – ha concluso l’assessore alle Opere Pubbliche – è in noi troppo forte per non poter gioire per questa ordinanza e per non poter trovare in questa decisione del Tar Lecce la forza e la voglia di continuare la nostra battaglia”.
ORE 18.53 - TOMASELLI (PD): STOP TAR LECCE A RICERCHE PETROLIO IMPORTANTE SUCCESSO “L'ordinanza con cui il Tar Lecce ha deciso di sospendere il provvedimento del Ministero dell’Ambiente, con cui si autorizzavano le ricerche per attività di estrazione di idrocarburi nel mare di fronte alle coste tra Bari e Brindisi, è un primo importante successo delle comunità locali e delle loro istituzioni che si sono opposte fermamente nelle scorse settimane a tale iniziativa”. Lo afferma, in una nota, il senatore pugliese del Partito Democratico, Salvatore Tomaselli. “Le motivazioni dell’ordinanza - aggiunge - comprendono pienamente i rischi per l’ambiente ed il paesaggio di una così improvvida iniziativa ad opera della Northern Petroleum che ha trovato adesione nel procedimento presso il Ministero dell’Ambiente”.
“Va dato atto - prosegue Tomaselli - della lungimiranza e della puntualità con cui, per primi, il sindaco Domenico Tanzarella e l’amministrazione comunale di Ostuni hanno impugnato il provvedimento interpretando pienamente i sentimenti dei tanti giovani e dei tanti cittadini che nelle scorse settimane, prima a Monopoli e poi a Ostuni, hanno manifestato contro le ricerche petrolifere”.
“Alla luce delle motivazioni addotte dal Tar Lecce riproporrò - annuncia Tomaselli- con forza nei prossimi giorni al Ministero dell’Ambiente quanto già chiesto con una interrogazione urgente sulla questione nei mesi scorsi: l’immediata convocazione di una Conferenza di servizi sul procedimento aperto alla partecipazione delle istituzioni locali, finora non coinvolte, e la conseguente revoca delle autorizzazioni concesse alla Northern Petroleum. “Per giungere a tale risultato che possa definitivamente sventare che si consumi un vero e proprio sopruso ai danni di una delle coste più prestigiose del paese intero - conclude il senatore - non dovrà venire meno l’impegno solidale delle istituzioni locali e, insieme, la mobilitazione delle comunità e dei giovani”.
il video: Mercoledì 22/07/2009, ore 19.00
presso la sala consiliare del Comune di Cupello
le promesse del governatore Gianni CHIODI
il video: 15 gennaio 2010
FOREST-CMI
FOREST-CMI Forest CMI, interamente controllata dalla FOREST OIL CORPORATION di Denver (Colorado-USA), opera in Italia nel settore della ricerca di idrocarburi fin dal 1996 e attualmente detiene la partecipazione in tre permessi esplorativi situati in Pianura Padana ed in Abruzzo.
Le principali riserve e produzioni della Forest Oil Corporation si trovano in Nord America, sia negli Stati Uniti che in Canada.
La Compagnia è inoltre presente in attività di esplorazione e sviluppo in Gabon e Sud Africa. (aggiornato al 7 maggio 2008)
Come sempre troverete dal Ing. Lorenzo Luciano un interessante sintesi della situazione di Bomba nel suo blog qui e anche qui.
Io mi limiterò solo a estendere la ricerca sui documenti disponibili nel web per quanto riguarda quelli passati e quelli che insistono tutt'oggi.
I dati e mappe a seguire sono proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico - UNMIG
Io mi limito solo a presentarli in maniera lineare.
qui il pozzo esplorativo con esito GAS "MONTE PALLANO 001 DIR"
qui il pozzo esplorativo con esito GAS "MONTE PALLANO 002 DIR"
poi questo permesso di ricerca si è trasformato nella seguente istanza di concessione che oggi si chiama COLLE SANTO come si legge dal Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia BUIG a questo link a pagina 11 del pdf e che riporto qui sotto:
Istanza di Concessione di Coltivazione in Terraferma
Da Reg. Abruzzo -sospensione esame intesa in attesa nuova normativa
La mappa dell'istanza di concessione di coltivazione denominata COLLE SANTO:
dovrebbe essere VIETATO per legge dare nomi fuorvianti ai pozzi petrolifericercando di confondere i lettori con nomi riferiti a luoghi o specie che nulla hanno
a che fare con la realtà dei fatti.
Mi riferisco ai pozzi di cui sopra chiamati "MONTE PALLANO",
che nulla hanno a che fare con questo nome, perchè si riferiscono
a un Parco Archeologico Naturalisticoe non certamente a dei POZZI PETROLIFERI. per saperne di più sul parco MONTE PALLANO andate qui
SITO D'INTERESSE COMUNITARIO - SIC
(in aggiornamento)
LOCANDINE ANTI-TRIVELLE A BOMBA
Le immagini che ci sono in questo blog sono a disposizione di tutti indistintamente a scopo informativo e divulgativo. FATENE BUON USO!
Il governo impugna la norma che blocca il Centro oli. Cresce il contenzioso. Palazzo Chigi: la Regione non ha competenza in materia. «La Regione non ha competenza in materia e non può stabilire divieti generalizzati»
PESCARA. Il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale che limita gli interventi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Abruzzo e che blocca in particolare la realizzazione del Centro Oli dell’Eni a Ortona, l’i mpianto di prima raffinazione del greggio estratto dai pozzi abruzzesi.
È la seconda volta che il governo blocca una legge della Regione su questo argomento. È la stessa avvocatura dello Stato a ricordarlo citando la legge regionale 14/2008, approvata all’u nanimità dal consiglio regionale e impugnata dall’esecutivo nazionale (si tratta della legge che bloccava fino al 31 dicembre 2009 la realizzazione del Centro oli).
Per il governo la nuova legge 32/2009 di iniziativa della giunta Chiodi e approvata il 18 decembre scorso dal Consiglio regionale riproduce tutte illegittimità della 14/2008. La legge vieta nello specifico qualsiasi ricerca o estrazione di idrocarburi nelle «aree protette naturali e marine», nelle «aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel Piano paesaggistico», nei «Siti di interesse comunitario (Sic)» e «nelle Zone di protezione speciale (Zps) e negli altri siti di interesse naturalistico», nelle aree che rientrano «nelle categorie di pericolosità elevata e molto elevata e nelle classi di rischio elevato e molto elevato del Piano regionale per l’assetto idrogeologico»; nelle «aree sismiche classificate come “zona 1” e “ zona 2” individuate dalla Regione, nelle «aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, docg, doc, igt, dop».
Si tratta di un fuoco di sbarramento contro le attività petrolifere che il governo ha dunque respinto al mittente, come ha fatto con la legge del Molise che ha limitato gli impianti eolici (la Corte Costituzionale ha accolto l’opposizione del governo) e come sta facendo con le leggi regionali di Campania, Puglia e Basilicata contro la realizzazione di centrali nucleari.
La tesi centrale del governo è che le «attività industriali relative al settore idrocarburi sono da inquadrare nel settore della produzione di fonti di energia, che è materia regolata dal diritto comunitario», e «da norme statali». Di conseguenza la Regione non può stabilire «divieti generalizzati» a queste attività che sono, tra l’altro, di «preminente interesse nazionale per la sicurezza del sistema elettrico e degli approvvigionamenti».
Il governo contesta anche il vincolo urbanistico previsto dalla norma, perché «nelle disposizioni statali», si prevede «che le opere e gli impianti necessari alla ricerca e alla coltivazione vengono dichiarati di pubblica utilità e comportano l’eventuale effetto di variante urbanistica».
Dunque si avverano le previsioni di opposizione e ambientalisti che all’indomani dell’approvazione della legge avevano contestato alcune imprecisioni contenute nella norma. In realtà il governo è andato più a fondo nella contestazione ribadendo un principio di fondo evidentemente non emendabile: e cioè che in materia di energia e di ricerca energetica la competenza resta di stretta osservanza statale. L’altro principio è quello della libertà d’i ntrapresa industriale.
RINFRESCHIAMOCI UN PO LA MEMORIA... in data 14 Novembre 2008 Anche Gianni Chiodi dice "No al Centro Olii"
E spiega: “Necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l’autorevolezza di interlocuzione – non soltanto con l’Eni – della classe dirigente politica della Regione”
Gianni Chiodi, candidato presidente del Pdl alla Regione Abruzzo, ribadisce il suo “No” al Centro Olii di Ortona. E lo fa in una lettera inviata alla ricercatrice abruzzese, residente negli Stati Uniti, Maria Rita D’Orsogna, che nelle ultime settimane, anche attraverso il suo blog, ha espresso valutazioni scientifiche contrarie al centro Olii.
“Lei, dopo aver argomentato scientificamente il suo NO al Centro Olii”, scrive Gianni Chiodi, “ha sottolineato che sarebbe una scelta di sviluppo contro le persone, contro la nostra gente. Sarebbe una scelta non etica di progresso economico” e ha ricordato come “più volte in questi ultimi giorni ho pronunciato pubblicamente il mio "NO al Centro Olii" e l'ho scritto nel mio programma di candidato a Presidente dell'Abruzzo: "(...) particolare attenzione merita il progetto definito "Centro Olii"; alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l'intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito". Il candidato presidente del Pdl prosegue spiegando che da questa vicenda è “necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l'autorevolezza del livello di interlocuzione – non soltanto con ENI – della classe dirigente politica della Regione”.
Questo è il pozzo "OMBRINA MARE 2" trivellato in data: Giugno 2008 ed è ubicato nelle coordinate geografiche: Longitudine 14°32'00''.835 Est Greenwich Lattitidine 42°19'21''.880
questa è la trivella di tipo "Jack-Up" chiamata "G. H. GALLOWAY" di bandiera Marshall Island che ha trivellato il pozzo "Ombrina Mare 2"
di seguito il perimetro dell'istanza di concessione di coltivazione per "Ombrina Mare 2" denominato "d 30 BC-MD", da notare come il Pozzo OM2 sia al centro del perimetro
Perimetro coordinate "d 30 BC-MD"
qui invece è il progetto della piattaforma che monteranno sopra il pozzo "Ombrina Mare 2" e che già chiamano "OMBRINA MARE A" nella VIA (Valutazione Impatto Ambientale) presentato il 3 DICEMBRE 2009 al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare redatto dalla BASIS ENGINEERING srl per conto della Mediterranean Oil & Gas plc, la cui ditta referente qui in Italia è la Medoilgas Italia spa
PIATTAFORMA OMBRINA MARE A
queste sono le varie distanze prese con il programma google earth dal punto delle coordinate del pozzo "Ombrina mare 2"
Distanze in Km dal Pozzo "Ombrina Mare 2" alla terra ferma
ARTA ABRUZZO (Agenzia Regionale Tutela Ambientale) E ZONA SPERIMENTALE DI RIPOPOLAMENTO A pag. 16 del documento della Regione Abruzzo sezione Pesca Marittima scaricando il seguente documento: 1° e 2° ANNO DI MONITORAGGIO - anni 2005/2006 si legge quanto sopra. Coordinate Ripopolamento Ortona-San Vito Chietino (vedi mappa in Google Earth)
Coordinate Ripopolamento Rocca San Giovanni
PROGETTI Progetto 02/BA/02/AB Casalbordino-Vasto Progetto 02/BA/03/AB Ortona-San Vito Chietino Progetto 02/BA/04/AB Rocca San Giovanni (CH) li trovate qui
qui sotto l'intero intervento clicca sull'immagine per ingrandire
DATE MONITORAGGIO CASALBORDINO-VASTO leggete a pag. 16 qui: 2005-2014
ORTONA-SAN VITO CHIETINO leggete a pag. 28 qui: anche se non dice la data di scadenza dice che dal 2008 finiscono i fondi per il progetto, ma poi l'ARTA ABRUZZO deve monitorare i seguenti anni a proprie spese.
altre mappe con e le rotte marittime commerciali cliccate sull'immagine per vederle
INTERVENTO IN CORSO clicca sull'immagine per ingrandirla
se ingrandite la mappa sopra noterete una zona tratteggiata che dice "intervento in corso", probabilmente si tratta di un progetto ancora non realizzato ma che se riportato nella mappa qui sotto dovrebbe essere a fianco all'area verde, poi se comparate la mappa sopra con la zona cerchiata in rosso, e cioè il campo "Santo Stefano Mare", la zona in "intervento in corso", ricadrebbe proprio tra la zona verde (02/BA/04/AB) e il campo "Santo Stefano Mare" in giallo, e vorrebbe dire un'altra zona sperimentale di ripopolamento
allora forse la mappa definitiva (non possedendo le coordinate della zona di "intervento in corso"), dovrebbe essere come la mappa qui sotto, dove la zona di "intervento in corso" è rappresentata nel rettangolo bianco tratteggiato. Quindi questa qui sotto è LA MAPPA DEFINITIVA quindi ognuno può trarre le proprie conclusioni...
Questo potrebbe essere il futuro scenario nel nostro mare in omaggio a noi Abruzzesi dalla MEDITERRANEAN OIL AND GAS PLC
Ipotesi di NAVI FPSO classe PANAMAX (Floating Production Storage and Offloading) CON RAFFINERIA INCORPORATA PER LA PRIMA LAVORAZIONE DEL GREGGIO ormeggiate a 4 o 5 km a nort-est dalla piattaforma "Ombrina mare A" 24 ore al giorno per 365 giorni per un ipotesi di 25-30 ANNI
ORMEGGIO NAVE FPSO SITEMA DI ORMEGGIO DELLA NAVE FPSO ALLA BOA ROTANTE fonte: Medoilgas Italia spa, SIA d 30 BC-MD pag. 93
Da notare che a pagina 93 della SIA per il progetto "OMBRINA MARE A" della ditta Medoilgas Italia spa si legge quanto segue: "In considerazione della tipologia di impianti e delle capacità di stoccaggio, si e identificato nella classe PANAMAX il tipo di nave (a doppio scafo) che potrà essere utilizzata per il progetto di sviluppo Ombrina Mare. La classe Panamax è considerata dalle seguenti dimensioni: - larghezza max. 33 m circa, - lunghezza max 320 m circa. La capacità di stoccaggio del serbatoio dovrà essere la seguente: - olio circa 45-50.000 tonnellate in camere riscaldate; - acqua di formazione da 10.000 a 15.000 metri cubi; ricavabile dal volume di stoccaggio disponibile iniziale per l'olio; - zolfo puro prodotto dalla desolforazione (circa 540 kg/d per circa un mese)"
ZOLFO PURO PRODOTTO DALLA DESOLFORAZIONE 540 KILI AL GIORNO PER 365 GIORNI UGUALE A 197.100 KILI IN UN ANNO 197 QUINTALI !!!
Queste sono alcune immagini d'esempio delle suddette navi che ho trovato nel web
NAVE FPSO
Come verrà ancorata alla boa che è collegata alla piattaforma "OMBRINA MARE A", nel nostro caso, è il secondo tipo di ancoraggio, e cioè la boa di ancoraggio alla punta della nave.
Come sarà il trasbordo del greggio dalla nave FPSO alla nave PETROLIERA
Versione tecnica di come avviene il trasbordo del greggio dalla nave FPSO alla nave PETROLIERA
LOCANDINE CONTRO LA PIATTAFORMA "OMBRINA MARE A"
INVECE SE VOLETE FARE LE VOSTRE
OSSERVAZIONI AL PROGETTO DELLA MEDOILGAS ITALIA SPA COME SEMPRE NEL BLOG DI MARIA RITA D'ORSOGNA TROVERETE TUTTE LE ISTRUZIONI E UN FAC-SIMILE PER INVIARLI AI VARI MINISTERI QUI
IN POCHE PAROLE IL NOSTRO MARE DIVENTERÀ UNA SORTA DI "PORTO FRANCO" DEI PETROLIERI DI TURNO...
...e un addio alla costa dei Trabocchi !
Oltre diecimila presenze in tre giorni e più di settecento partecipanti alle cene sui trabocchi, di cui un terzo arrivati da fuori regione. Ma anche 300 persone che hanno seguito i laboratori e gli itinerari del gusto, 150 che hanno preso parte alle cene d’autore in cantina firmate Niko Romito e Fratelli Moscardi e 240 che hanno assistito al teatro della cucina. E ancora 40 espositori del Mercato del Gusto e 16 osterie di pesce selezionate.