venerdì 12 marzo 2010

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso!

VOLANTINO
LOCANDINA

VIENI IN TRENO
DISTRIBUITE
INFORMATE
AFFIGGETE !!!





Affinché i cittadini diventino protagonisti delle scelte di sviluppo economico e sociale del loro territorio.


Per promuovere anche in Abruzzo politiche di sviluppo ecosostenibili basate sulla sostituzione delle attuali fonti di approvvigionamento energetico con fonti pulite e rinnovabili.

Per diffondere la consapevolezza che la corretta e responsabile gestione dell’energia è un compito primario delle istituzioni e dei singoli cittadini.
Per impostare nuove politiche energetiche che superino la visione centralizzata dell’energia

prodotta da grandi impianti che sfruttano petrolio, carbone o uranio e per la diffusione di piccoli impianti locali che utilizzino la potenza del sole, la forza del vento, il movimento dell'acqua, la disponibilità rinnovabile delle biomasse e la geotermia.

La rete di associazioni emergenzambienteabruzzo indice la

MANIFESTAZIONE


SI ALL’ABRUZZO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, NO AL PETROLIO

INVITO PER UNA POLITICA ENERGETICA E PER UNO SVILUPPO ECONOMICO ECOSOSTENIBILI

a San Vito Marina (CH)


il 18 Aprile 2010


presso l’ex Stazione Ferroviaria, ritrovo ore 15,00.

Le associazioni manifestano la loro assoluta opposizione alle numerose istanze di sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi (di importanza trascurabile per il fabbisogno energetico nazionale) che interessano sia la nostra terra che il nostro mare e reclamano uno sviluppo economico fondato su attività compatibili con l’ambien-te, sullo sviluppo del turismo su una pesca e su un’agricoltura sane e di qualità.

Come fondamentale momento di presa di coscienza della cittadinanza sulla preoccupante deriva petrolifera che investe la nostra regione: l’Abruzzo è interessato per circa il 50% da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Negli ultimi anni le domande per nuove concessioni sono aumentate esponenzialmente, soprattutto in mare. In questi giorni è in discussione l'installazione di due piattaforme petrolifere (Ombrina mare ed Elsa 2) con annesso "centro oli" galleggiante pochi km a largo della costa dei trabocchi, zona con grandissime potenzialità turistiche.
Lo sfruttamento del petrolio avrà inevitabili effetti sull'ambiente e sulla salute di tutti gli abruzzesi e li esporrà a rischi di incidenti potenzialmente catastrofici. Nessuna royalty potrà compensare i danni all'agricoltura, al turismo ed all’immagine dell’Abruzzo "Regione Verde d’Europa".
L’Abruzzo deve puntare decisamente su una politica energetica basata sull’efficienza e sull’impiego di fonti rinnovabili e le comunità locali rivestono un ruolo fondamentale pretendendo investimenti che mirino almeno al raggiungimento degli obbiettivi previsti dal Pacchetto Clima ed Energia 20-20-20 (20% di riduzione di CO2, 20% di aumento dell'efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili).

Per indicare con forza il futuro che vogliamo


PARTECIPATE TUTTI !!!

giovedì 4 marzo 2010

ci risiamo...

il risveglio dei dormienti...


Petrolio: arriva il no delle provincie costiere abruzzesi

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo), hanno firmato un documento nel quale esprimono la massima contrarietà a qualsiasi tipo di sfruttamento petrolifero del sottosuolo terrestre e marino:

"Questa è una battaglia che ci vede molto uniti"

assessori

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo) si oppongono fermamente allo sfruttamento petrolifero del sottosuolo abruzzese, sia marino che terrestre.

Questa mattina, infatti, nel corso di una conferenza stampa, i tre rappresentanti provinciali hanno sottoscritto un documento ufficiale con il quale “esprimono netta contrarietà ad ogni ipotesi di ulteriore attività estrattiva a terra e mare” sottolineando che “problematiche collegate a questa vicenda rappresentano una priorità assoluta”.
Le Province, quindi, si apprestano a sollecitare un incontro al governatore Gianni Chiodi al quale chiederanno: ”di concordare iniziative politiche, istituzionali ed eventualmente legali, da intraprendere insieme”.

Un capitale ambientale “troppo grande, siamo accomunati dal mare Adriatico e dalle sue risorse” ha sottolineato Mario Lattanzio, della Provincia di Pescara: “Questa è una battaglia che ci vede molto uniti”. Tutti gli assessori, infatti, hanno ricordato come l'Abruzzo sia legato profondamente al turismo balneare, alla produzione di olio, vino e prodotti agricoli di eccellenza, all'attività ittica. Risorse che verrebbero inevitabilmente danneggiate da un eventuale sfruttamento petrolifero del sottosuolo.

02 marzo 2010

fonte: ilPescara



venerdì 26 febbraio 2010

...e i nostri POLITICI cosa FANNO? NULLA !!!


ecco l'ordinanza del TAR di Lecce
grazie al Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni
per la segnalazione del link al documento


Ricerca petrolio Tar Lecce sospende decreto ministero



BARI - Il Tar di Lecce ha ordinato lasospensiva del decreto ministeriale per lavori preliminari relativi alla ricerca di idrocarburi nel mare pugliese. Ne dà notizia l’assessore regionale all’Ecologia, Onofrio Introna: la Regione Puglia, infatti, insieme col Comune di Fasano (Brindisi) si era associata al ricorso presentato dal Comune di Ostuni (Brindisi) contro un provvedimento del ministero dell’Ambiente riguardante la compatibilità ambientale di lavori preliminari per l’estrazione di idrocarburi in favore della società britannica Northern Petroleum.

Per il Tar – dice Introna – “il procedimento di compatibilità ambientale è culminato nell’adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità”. Tra questi – riferisce Introna – “è stato sottovalutato il carattere inquinante della tecnica di prospezione geofisica denominata 'Air Gun’, un metodo di ricerca del petrolio. Non sono state valutate, per il Tar, altre alternative tecnicamente praticabili”.

Introna sottolinea che “questa tecnica di ricerca, secondo il Tar, non tiene in considerazione i danni che subirebbero alcune specie marine, come i cetacei. “La decisione del Tar - prosegue l’assessore regionale – mette in luce anche una omessa valutazione dei pregiudizi che l’attività di ricerca petrolifera può creare per le attività produttive attraverso le quali si manifesta la vocazione del territorio costiero, dalla pesca alla balneazione”.

Infine, Introna mette in rilievo che “nella decisione del Tar ha influito la mancata nomina di un rappresentante regionale nell’ambito della Commissione tecnica di Verifica di impatto ambientale, segno della non considerazione da parte del ministero dell’interesse dell’Ente territoriale”.

ORE 15.11 - AMATI: GRANDE VITTORIA
Rappresenta ''una grande vittoria per l'intero territorio regionale” la decisione del Tar di Lecce di sospendere il provvedimento con il quale il ministero dell’Ambiente si è pronunciato positivamente sulla compatibilità ambientale di lavori preliminari alla attività di estrazione di idrocarburi in favore della società Northern Petroleum. Lo afferma l’assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati. “Accogliendo il principio di prevenzione, – afferma Amati – permette una tutela anticipata nei confronti dei rischi di disastro ambientale e individua, già in questa fase, l'illegittimità dell’azione di questo governo nazionale contro la quale tutti i Comuni interessati si sono fortemente battuti”.

“Continueremo incessantemente – afferma Amati – a difendere le nostre coste e le attività ad esse connesse, non abbasseremo mai la guardia e staremo sempre al fianco di tutti i cittadini pugliesi che stanno lottando per difendere la propria terra, le sue inestimabili bellezze e le attività economiche tipiche della zona”. “La voglia di custodire il nostro territorio – ha concluso l’assessore alle Opere Pubbliche – è in noi troppo forte per non poter gioire per questa ordinanza e per non poter trovare in questa decisione del Tar Lecce la forza e la voglia di continuare la nostra battaglia”.

ORE 18.53 - TOMASELLI (PD): STOP TAR LECCE A RICERCHE PETROLIO IMPORTANTE SUCCESSO
“L'ordinanza con cui il Tar Lecce ha deciso di sospendere il provvedimento del Ministero dell’Ambiente, con cui si autorizzavano le ricerche per attività di estrazione di idrocarburi nel mare di fronte alle coste tra Bari e Brindisi, è un primo importante successo delle comunità locali e delle loro istituzioni che si sono opposte fermamente nelle scorse settimane a tale iniziativa”. Lo afferma, in una nota, il senatore pugliese del Partito Democratico, Salvatore Tomaselli. “Le motivazioni dell’ordinanza - aggiunge - comprendono pienamente i rischi per l’ambiente ed il paesaggio di una così improvvida iniziativa ad opera della Northern Petroleum che ha trovato adesione nel procedimento presso il Ministero dell’Ambiente”.

“Va dato atto - prosegue Tomaselli - della lungimiranza e della puntualità con cui, per primi, il sindaco Domenico Tanzarella e l’amministrazione comunale di Ostuni hanno impugnato il provvedimento interpretando pienamente i sentimenti dei tanti giovani e dei tanti cittadini che nelle scorse settimane, prima a Monopoli e poi a Ostuni, hanno manifestato contro le ricerche petrolifere”.

“Alla luce delle motivazioni addotte dal Tar Lecce riproporrò - annuncia Tomaselli- con forza nei prossimi giorni al Ministero dell’Ambiente quanto già chiesto con una interrogazione urgente sulla questione nei mesi scorsi: l’immediata convocazione di una Conferenza di servizi sul procedimento aperto alla partecipazione delle istituzioni locali, finora non coinvolte, e la conseguente revoca delle autorizzazioni concesse alla Northern Petroleum. “Per giungere a tale risultato che possa definitivamente sventare che si consumi un vero e proprio sopruso ai danni di una delle coste più prestigiose del paese intero - conclude il senatore - non dovrà venire meno l’impegno solidale delle istituzioni locali e, insieme, la mobilitazione delle comunità e dei giovani”.


25 Febbraio 2010

fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it
grazie a Fabrizio Carletta per la segnalazione.

mercoledì 24 febbraio 2010

DISASTRO AMBIENTALE NEL LAMBRO - LOMBARDIA


per aggiornamenti andate qui

Legambiente: "nessuna comunicazione"






Quantità immane di petrolio nel Lambro: è tutto nero!



martedì 9 febbraio 2010

la diga di BOMBA come la diga del VAJONT ?

- BOMBA -

per chi vuole ulteriori informazioni
molto più dettagliate e approfondite
visitate il sito:

L'immagine “http://svagoedintorni.com/wp-content/gallery/bomba-il-lago-di-sangro/svagoedintorni_lago_di_sangro_o_di_bomba4.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.
immagine: SvagoeDintorni.com


il video: Mercoledì 22/07/2009, ore 19.00
presso la sala consiliare del Comune di Cupello
le promesse del governatore Gianni CHIODI


il video: 15 gennaio 2010

FOREST-CMI
FOREST-CMI Forest CMI, interamente controllata dalla FOREST OIL CORPORATION di Denver (Colorado-USA), opera in Italia nel settore della ricerca di idrocarburi fin dal 1996 e attualmente detiene la partecipazione in tre permessi esplorativi situati in Pianura Padana ed in Abruzzo.
Le principali riserve e produzioni della Forest Oil Corporation si trovano in Nord America, sia negli Stati Uniti che in Canada.
La Compagnia è inoltre presente in attività di esplorazione e sviluppo in Gabon e Sud Africa.
(aggiornato al 7 maggio 2008)
fonte: Assomineraria

Come sempre troverete dal Ing. Lorenzo Luciano un interessante sintesi della situazione di Bomba nel suo blog qui e anche qui.
Io mi limiterò solo a estendere la ricerca sui documenti disponibili nel web per quanto riguarda quelli passati e quelli che insistono tutt'oggi.

I dati e mappe a seguire sono proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico - UNMIG
Io mi limito solo a presentarli in maniera lineare.

VIDEPI (in aggiornamento)

CRONOLOGIA ATTUALE DEGLI EVENTI

Permesso di Ricerca
MONTE PALLANO

CodicePeriodo di vigenzaScadenzaSuperficie
5311° periodo02/05/201035,72 Kmq
Nota
Presentata istanza di concessione di coltivazione COLLE SANTO
pubblicata nel B.U.I.G. Anno LIII - N. 3.

Titolari e relative quote di partecipazione
OperatoreQuota
FOREST - CMI (r.u.)90%
INTERGIE 10%

Coordinate geografiche dei vertici
Vertice Longitudine Latitudine
a1° 54'42° 04'
b1° 56'42° 04'
c1° 56'42° 00'
d1° 52'42° 00'
e1° 52'42° 03'
f1° 54'42° 03'


Provvedimenti
Data
Natura del provvedimento
Decorrenza
Pubblicazione BUIG
13/02/2004
Conferimento
13/02/2004
XLVIII-3
08/06/2006
Sospensione decorso temporale
24/03/2006
L-7
08/06/2006
Trasferimento quota
13/04/2006
L-7
10/01/2007
Determinazione scadenza vigenza
09/06/2006
LI-2

Regioni e province in cui il titolo ricade (superfici parziali)
ABRUZZO (35,72 Kmq)Chieti (35,72 Kmq)

Pozzi perforati nel titolo
  1. MONTE PALLANO 001 DIR
  2. MONTE PALLANO 002 DIR



qui il pozzo esplorativo con esito GAS
"MONTE PALLANO 001 DIR"

qui il pozzo esplorativo con esito GAS
"MONTE PALLANO 002 DIR"

poi questo permesso di ricerca si è trasformato nella seguente istanza di concessione che oggi si chiama COLLE SANTO
come si legge dal Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia BUIG a questo link a pagina 11 del pdf e che riporto qui sotto:




Istanza di Concessione di Coltivazione in Terraferma


COLLE SANTO

Nome istanza COLLE SANTO
Tipo di istanza Concessione di
Coltivazione in Terraferma
Data di presentazione 24/02/2009
BUIG di pubblicazione LIII-3
SuperficieKmq
Fogli IGM146
TavolaVisualizza tavola
RichiedentiFOREST CMI


Coordinate geografiche dei vertici
Vertice Longitudine Latitudine
a1° 54'42° 04'
b1° 56'42° 04'
c1° 56'42° 00'
d1° 52'42° 00'
e1° 52'42° 03'
f1° 54'42° 03'


Provvedimenti amministrativi
TipoDataNote
Presa nota BUIG 24/02/2009
Interlocutoria 12/10/2009 Da Reg. Abruzzo -sospensione esame intesa in attesa nuova normativa

La mappa dell'istanza di concessione di coltivazione denominata COLLE SANTO:














dovrebbe essere VIETATO per legge dare nomi fuorvianti ai pozzi petrolifericercando di confondere i lettori con nomi riferiti a luoghi o specie che nulla hanno
a che fare con la realtà dei fatti.

Mi riferisco ai pozzi di cui sopra chiamati "MONTE PALLANO",
che nulla hanno a che fare con questo nome, perchè si riferiscono
a un Parco Archeologico Naturalistico e non certamente a dei
POZZI PETROLIFERI.
per saperne di più sul parco MONTE PALLANO andate
qui

SITO D'INTERESSE COMUNITARIO - SIC
(in aggiornamento)

LOCANDINE ANTI-TRIVELLE A BOMBA



Le immagini che ci sono in questo blog sono
a disposizione di tutti indistintamente a
scopo informativo e divulgativo.
FATENE BUON USO!

per chi vuole ulteriori informazioni
molto più dettagliate e approfondite
visitate il sito:
Gestione Partecipata Territorio


sabato 6 febbraio 2010

Il governo: no alla legge anti-pozzi

Il governo impugna la norma che blocca il Centro oli. Cresce il contenzioso. Palazzo Chigi: la Regione non ha competenza in materia. «La Regione non ha competenza in materia e non può stabilire divieti generalizzati»

PESCARA. Il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale che limita gli interventi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Abruzzo e che blocca in particolare la realizzazione del Centro Oli dell’Eni a Ortona, l’i mpianto di prima raffinazione del greggio estratto dai pozzi abruzzesi.

È la seconda volta che il governo blocca una legge della Regione su questo argomento. È la stessa avvocatura dello Stato a ricordarlo citando la legge regionale 14/2008, approvata all’u nanimità dal consiglio regionale e impugnata dall’esecutivo nazionale (si tratta della legge che bloccava fino al 31 dicembre 2009 la realizzazione del Centro oli).

Per il governo la nuova legge 32/2009 di iniziativa della giunta Chiodi e approvata il 18 decembre scorso dal Consiglio regionale riproduce tutte illegittimità della 14/2008.
La legge vieta nello specifico qualsiasi ricerca o estrazione di idrocarburi nelle «aree protette naturali e marine», nelle «aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel Piano paesaggistico», nei «Siti di interesse comunitario (Sic)» e «nelle Zone di protezione speciale (Zps) e negli altri siti di interesse naturalistico», nelle aree che rientrano «nelle categorie di pericolosità elevata e molto elevata e nelle classi di rischio elevato e molto elevato del Piano regionale per l’assetto idrogeologico»; nelle «aree sismiche classificate come “zona 1” e “ zona 2” individuate dalla Regione, nelle «aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, docg, doc, igt, dop».

Si tratta di un fuoco di sbarramento contro le attività petrolifere che il governo ha dunque respinto al mittente, come ha fatto con la legge del Molise che ha limitato gli impianti eolici (la Corte Costituzionale ha accolto l’opposizione del governo) e come sta facendo con le leggi regionali di Campania, Puglia e Basilicata contro la realizzazione di centrali nucleari.

La tesi centrale del governo è che le «attività industriali relative al settore idrocarburi sono da inquadrare nel settore della produzione di fonti di energia, che è materia regolata dal diritto comunitario», e «da norme statali». Di conseguenza la Regione non può stabilire «divieti generalizzati» a queste attività che sono, tra l’altro, di «preminente interesse nazionale per la sicurezza del sistema elettrico e degli approvvigionamenti».

Il governo contesta anche il vincolo urbanistico previsto dalla norma, perché «nelle disposizioni statali», si prevede «che le opere e gli impianti necessari alla ricerca e alla coltivazione vengono dichiarati di pubblica utilità e comportano l’eventuale effetto di variante urbanistica».

Dunque si avverano le previsioni di opposizione e ambientalisti che all’indomani dell’approvazione della legge avevano contestato alcune imprecisioni contenute nella norma. In realtà il governo è andato più a fondo nella contestazione ribadendo un principio di fondo evidentemente non emendabile: e cioè che in materia di energia e di ricerca energetica la competenza resta di stretta osservanza statale. L’altro principio è quello della libertà d’i ntrapresa industriale.

(06 febbraio 2010)

fonte:
ilCentro


PROMESSE A CUPELLO...



GOVERNATORE
CHIODI...
LE MANTENGA!!!

RINFRESCHIAMOCI UN PO LA MEMORIA...
in data 14 Novembre 2008
Anche Gianni Chiodi dice "No al Centro Olii"

chiodiE spiega: “Necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l’autorevolezza di interlocuzione – non soltanto con l’Eni – della classe dirigente politica della Regione”

Gianni Chiodi, candidato presidente del Pdl alla Regione Abruzzo, ribadisce il suo “No” al Centro Olii di Ortona. E lo fa in una lettera inviata alla ricercatrice abruzzese, residente negli Stati Uniti, Maria Rita D’Orsogna, che nelle ultime settimane, anche attraverso il suo blog, ha espresso valutazioni scientifiche contrarie al centro Olii.

“Lei, dopo aver argomentato scientificamente il suo NO al Centro Olii”, scrive Gianni Chiodi, “ha sottolineato che sarebbe una scelta di sviluppo contro le persone, contro la nostra gente. Sarebbe una scelta non etica di progresso economico” e ha ricordato come “più volte in questi ultimi giorni ho pronunciato pubblicamente il mio "NO al Centro Olii" e l'ho scritto nel mio programma di candidato a Presidente dell'Abruzzo: "(...) particolare attenzione merita il progetto definito "Centro Olii"; alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l'intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito". Il candidato presidente del Pdl prosegue spiegando che da questa vicenda è “necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l'autorevolezza del livello di interlocuzione – non soltanto con ENI – della classe dirigente politica della Regione”.

fonte: tuttoAbruzzo.it

ARI 8 dicembre 2008:



in data 23 marzo 2009:
"Il centro oli di Ortona non esiste e mai esisterà"


LE PRIME REAZIONI



mercoledì 23 dicembre 2009

PIATTAFORMA "OMBRINA MARE A"


Questo è il pozzo "OMBRINA MARE 2"
trivellato in data: Giugno 2008
ed è ubicato nelle coordinate geografiche:
Longitudine 14°32'00''.835 Est Greenwich
Lattitidine 42°19'21''.880

l'ordinanza della capitaneria di Porto di ORTONA
Ordinanza n. 58/08 - 30/07/2008

questa è la trivella di tipo "Jack-Up" chiamata
"G. H. GALLOWAY" di bandiera Marshall Island
che ha trivellato il pozzo "Ombrina Mare 2"
di seguito il perimetro dell'istanza di concessione di
coltivazione per "Ombrina Mare 2" denominato
"d 30 BC-MD", da notare come il Pozzo OM2 sia al
centro del perimetro
Perimetro coordinate "d 30 BC-MD"

qui invece è il progetto della piattaforma che monteranno
sopra il pozzo "Ombrina Mare 2" e che già chiamano
"OMBRINA MARE A" nella
VIA (Valutazione Impatto Ambientale) presentato il
3 DICEMBRE 2009
al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
redatto dalla BASIS ENGINEERING srl per conto
della Mediterranean Oil & Gas plc, la cui ditta referente qui
in Italia è la Medoilgas Italia spa

PIATTAFORMA OMBRINA MARE A


queste sono le varie distanze prese con il programma
google earth dal punto delle coordinate del pozzo
"Ombrina mare 2"
Distanze in Km dal Pozzo "Ombrina Mare 2"
alla terra ferma


ARTA ABRUZZO
(Agenzia Regionale Tutela Ambientale)
E ZONA SPERIMENTALE DI RIPOPOLAMENTO

A pag. 16 del documento della Regione Abruzzo
sezione Pesca Marittima
scaricando il seguente documento:
1° e 2° ANNO DI MONITORAGGIO - anni 2005/2006
si legge quanto sopra.

Coordinate Ripopolamento Ortona-San Vito Chietino
(vedi mappa in Google Earth)


Coordinate Ripopolamento Rocca San Giovanni

PROGETTI
Progetto 02/BA/02/AB Casalbordino-Vasto
Progetto 02/BA/03/AB Ortona-San Vito Chietino
Progetto 02/BA/04/AB Rocca San Giovanni (CH)
li trovate qui

qui sotto l'intero intervento
clicca sull'immagine per ingrandire

DATE MONITORAGGIO

CASALBORDINO-VASTO
leggete a pag. 16 qui:
2005-2014

ORTONA-SAN VITO CHIETINO
leggete a pag. 28 qui:
anche se non dice la data di scadenza dice
che dal 2008 finiscono i fondi per il progetto,
ma poi l'ARTA ABRUZZO deve monitorare i seguenti anni a proprie spese.

ROCCA SAN GIOVANNI (CH)
leggete a pag. 19 qui:
2006-2015


altre mappe con e le rotte marittime commerciali
cliccate sull'immagine per vederle


INTERVENTO IN CORSO

clicca sull'immagine per ingrandirla

se ingrandite la mappa sopra noterete una zona tratteggiata
che dice "intervento in corso", probabilmente si tratta di un
progetto ancora non realizzato ma che se riportato nella mappa
qui sotto dovrebbe essere a fianco all'area verde, poi se
comparate la mappa sopra con la zona cerchiata in rosso, e cioè
il campo "Santo Stefano Mare", la zona in "intervento in corso",
ricadrebbe proprio tra la zona verde (02/BA/04/AB) e
il campo "Santo Stefano Mare" in giallo, e vorrebbe
dire un'altra zona sperimentale di ripopolamento

allora forse la mappa definitiva (non possedendo le coordinate
della zona di "intervento in corso"), dovrebbe essere come la mappa
qui sotto, dove la zona di "intervento in corso" è rappresentata
nel rettangolo bianco tratteggiato.
Quindi questa qui sotto è
LA MAPPA DEFINITIVA
quindi ognuno può trarre le proprie conclusioni...


Questo potrebbe essere il futuro scenario
nel nostro mare in omaggio a noi Abruzzesi
dalla MEDITERRANEAN OIL AND GAS PLC

immagine da Wikipedia

NAVI FPSO

Ipotesi di NAVI FPSO
classe PANAMAX
(Floating Production Storage and Offloading)
CON RAFFINERIA INCORPORATA
PER LA PRIMA LAVORAZIONE DEL GREGGIO
ormeggiate a 4 o 5 km a nort-est
dalla piattaforma "Ombrina mare A"
24 ore al giorno
per 365 giorni per un ipotesi di
25-30 ANNI


ORMEGGIO NAVE FPSO

SITEMA DI ORMEGGIO DELLA NAVE FPSO ALLA BOA ROTANTE
fonte: Medoilgas Italia spa, SIA d 30 BC-MD pag. 93

Da notare che a pagina 93 della SIA per il progetto
"OMBRINA MARE A" della ditta Medoilgas Italia spa si legge
quanto segue:
"In considerazione della tipologia di impianti e delle capacità di
stoccaggio, si e identificato nella classe PANAMAX il tipo di nave
(a doppio scafo) che potrà essere utilizzata per il progetto di sviluppo
Ombrina Mare. La classe Panamax è considerata dalle seguenti dimensioni:
- larghezza max. 33 m circa,
- lunghezza max 320 m circa
.
La capacità di stoccaggio del serbatoio dovrà essere la seguente:
- olio circa 45-50.000 tonnellate in camere riscaldate;
- acqua di formazione da 10.000 a 15.000 metri cubi; ricavabile dal
volume di stoccaggio disponibile iniziale per l'olio;
- zolfo puro prodotto dalla desolforazione (circa 540 kg/d per circa un mese)"

ZOLFO PURO PRODOTTO DALLA
DESOLFORAZIONE

540 KILI AL GIORNO PER 365 GIORNI
UGUALE A 197.100 KILI IN UN ANNO
197 QUINTALI !!!

Queste sono alcune immagini d'esempio delle
suddette navi che ho trovato nel web
http://www.premuda.net/Flotta/Proprieta/Cat6/Nave3/Images/1308557487.jpg





NAVE FPSO


Come verrà ancorata alla boa che è collegata alla piattaforma "OMBRINA MARE A", nel nostro caso, è il secondo tipo di ancoraggio, e cioè la boa di ancoraggio alla punta della nave.


Come sarà il trasbordo del greggio dalla nave FPSO alla nave PETROLIERA


Versione tecnica di come avviene il trasbordo del greggio dalla nave FPSO alla nave PETROLIERA



LOCANDINE CONTRO LA PIATTAFORMA

"OMBRINA MARE A"


INVECE SE VOLETE FARE LE VOSTRE
OSSERVAZIONI AL PROGETTO DELLA
MEDOILGAS ITALIA SPA
COME SEMPRE NEL BLOG DI
MARIA RITA D'ORSOGNA
TROVERETE TUTTE LE ISTRUZIONI
E UN FAC-SIMILE PER INVIARLI AI VARI
MINISTERI
QUI

domenica 6 dicembre 2009

"Leggi & Trabocchetti"




IN POCHE PAROLE
IL NOSTRO MARE DIVENTERÀ UNA SORTA DI
"PORTO FRANCO"
DEI PETROLIERI DI TURNO...

...e un addio alla costa dei Trabocchi !

Oltre diecimila presenze in tre giorni e più di settecento partecipanti alle cene sui trabocchi, di cui un terzo arrivati da fuori regione. Ma anche 300 persone che hanno seguito i laboratori e gli itinerari del gusto, 150 che hanno preso parte alle cene d’autore in cantina firmate Niko Romito e Fratelli Moscardi e 240 che hanno assistito al teatro della cucina. E ancora 40 espositori del Mercato del Gusto e 16 osterie di pesce selezionate.

fonte: Cala Lenta

VOI COSA FATE QUI ???
NON VI VOGLIAMO !!!