domenica 22 novembre 2009

Covenant of Mayors – Il Patto dei Sindaci

Il contributo dei Sindaci d’Europa al raggiungimento degli obiettivi comunitari del pacchetto clima “20-20-20” - SABATO 21 NOVEMBRE 2009 - Complesso Monumentale S. Spirito - Sala Convegni - Via Santo Spirito- Lanciano (CH)

Sottoscrizione adesione Patto dei Sindaci - Covenant of Mayors

Il 21 novembre, alle ore 9.00 presso la Sala Convegni del Complesso Monumentale S. Spirito in Via Santo Spirito – Lanciano, ci sarà la cerimonia ufficiale della firma del Patto dei Sindaci - Covenant of Mayors, da parte dei Sindaci delle Amministrazioni Comunali del Territorio Provinciale.
La cerimonia sarà presenziata dal Responsabile del Patto dei Sindaci della Commissione Europea, Pedro Ballesteros Torres nonché Dirigente della D.G. Energia e Trasporti e avverrà alla presenza del Presidente della Regione Abruzzo Giovanni Chiodi.
All’evento parteciperanno altresì rappresentanti di municipalità straniere, nello specifico: Bulgaria, Cipro e Portogallo che sottoscriveranno una dichiarazione inerente l’adesione al Patto dei Sindaci.
La Provincia di Chieti ha assunto formalmente il ruolo di “Struttura di Supporto” della Commissione Europea, per il territorio dell’Amministrazione Provinciale di Chieti, nell’ambito della promozione e attuazione della Covenant of Mayors - Patto dei Sindaci, quale attività di coinvolgimento dei Comuni d’Europa, finalizzata alla redazione di piani di sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico per il conseguimento degli obiettivi del Pacchetto Clima ed Energia “20-20-20” (-20% di riduzione di CO2, + 20% di aumento dell'efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili). Con la sottoscrizione dell’adesione al Patto dei Sindaci, che avverrà il giorno 21 novembre 2009, i Comuni del nostro territorio avvieranno un percorso virtuoso per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, che inizierà con la predisposizione del Piano Energetico Comunale, requisito minimo richiesto dall’UE, come impegno derivante dall’adesione al Patto.
La Provincia di Chieti, per mezzo della propria tecnostruttura A.L.E.S.A., (Agenzia Locale per l’Energia e lo Sviluppo Ambientale) avrà il compito di coordinare l’azione dei Sindaci sul territorio, supportare le Amministrazioni Comunali nello sviluppo di progettualità innovativa e fungere da soggetto interlocutore tra la Commissione Europea e i Comuni per la trasmissione di dati e risultati ottenuti.

fonte:
Provincia di Chieti

venerdì 20 novembre 2009

Maria Rita D'Orsogna e Rai Educational informa.

Dalla Regione ancora nessun atto concreto.


Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria
sul Centro Oli di Ortona

16 novembre 2009

Maria Rita D'Orsogna*, Dante Caserta**, Angelo Di Matteo*** (*Docente della CSUN Los Angeles **Consigliere Nazionale WWF ***Presidente Legambiente Abruzzo)

Sentire l'Assessore Regionale all'Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz'altro un avvenimento eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini, dall'atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire qualcosa sull'argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione Abruzzo.

Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

Il Corriere titola: "Battaglia biparistan contro le trivelle" e spiega al resto d'Italia che la popolazione è stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili, ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009.

Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro! Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi - che: "Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale". Ed aggiunge: "Ad oggi io le posso parlare di una volontà politica. E non mi sembra poco".

È invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l'Assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 2004, stabilisce all'articolo 1 che "Lo Stato e le Regioni ... garantiscono ... l'adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni... nonché la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, e del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali". Dove per equilibrio territoriale si intende una distribuzione "equa" su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte, invece di esprimere semplici giudizi politici, agisce anche in virtù di quella legge.

fonte:
peacelink

sabato 7 novembre 2009

video memorie...

perchè il governatore non si confronta con i cittadini e comitati ambientalisti preoccupati per la deriva petrolifera della nostra regione?

dal sito del Governo




Gianni Chiodi a rete8: «Il Centro Oli di Ortona è una straordinaria opportunità per la regione Abruzzo».

Su rete8 nella trasmissione “Otto volante” si è tenuto un confronto fra i due candidati alla presidenza della regione Abruzzo.
Alla domanda posta da un giornalista di Cronaca d’Abruzzo riguardo il progetto dell’ENI, Gianni Chiodi ha risposto testualmente: “La realizzazione del Centro Oli di Ortona è una straordinaria opportunità per tutta la regione Abruzzo”.
Poi, a voler quasi ridimensionare l’impopolarità dell’affermazione in piena campagna elettorale, ha aggiunto che il progetto non è al punto zero, è stato sostenuto ed appoggiato anche da esponenti del centro sinistra.
Costantini gli ha ricordato che i primi decisivi consensi al progetto sono giunti durante l’amministrazione di centro destra di Pace e che sulla questione petrolifera non ci sono posizioni intermedie da assumere, o si è favorevoli o si è contrari.
Chiodi e il PDL sono favorevoli. Ricordiamoci che il PDL si è astenuto al voto delle mozioni presentate nei consigli provinciali di Chieti e di Pescara.
Di Stefano, il candidato di AN, era contrario, ma è stato messo da parte.
Berlusconi ha scelto Chiodi, vuole vincere la partita piu’ succulenta che può giocarsi con queste elezioni regionali, il destino “petrolifero” della regione Abruzzo.

fonte:
Vastesi.com









lunedì 2 novembre 2009

Da Silvi la proposta: «un referendum sulla petrolizzazione»

SILVI. Nel convegno contro il petrolio i sindaci di Silvi e Pineto lanciano l’appello a tutto l’Abruzzo.

Una sala affollata ha partecipato al convegno contro il petrolio organizzato dall’amministrazione comunale e dal comitato di difesa dei beni comuni.
A conclusione del dibattito il sindaco Gaetano Vallescura ha fatto un appello finale e incisivo: «propongo di indire un referendum per far decidere agli abruzzesi, padroni del loro territorio, se vogliono un Abruzzo nero e un Abruzzo verde. Invito le associazioni e le istituzioni interessate a organizzare tutte le procedure necessarie per indire un referendum. Un iniziativa popolare ma anche istituzionale per vedere cosa vogliono gli abruzzesi».
Una idea che potrebbe essere comunque sviluppata nei prossimi mesi dal momento che non è facile e immediato organizzare un referendum.
Però potrebbe essere una idea di successo che passa attraverso il coinvolgimento di persone che fino a questo momento sono state sempre estromesse da scelte decisive per il territorio e che hanno avuto come unico strumento di battaglia quello delle manifestazioni di dissenso.
Bisogna valutare anche i reali sviluppi di un referendum che non obbliga di certo chi deve decidere a muoversi in una determinata direzione.
Hanno partecipato all'incontro, svoltosi nella sala consiliare del comune di Silvi, il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il comitato di difesa beni comuni con il suo presidente Claudio Censoni e il biologo Giovanni Damiani dell’Università La Tuscia; sono intervenuti inoltre Annapaola Mazzone, assessore al Turismo, Gianni Di Febo, consigliere delegato all’ambiente nel comune di Silvi. Erano presenti tra il pubblico molte associazioni attive nel campo ambientale, ma anche Fernando Gabbiani, ex assessore regionale all’ambiente, e l’ex onorevole Amedeo D’Addario. Durante l’incontro sono stati riproposti dati e video diffusi negli ultimi tempi nei tanti incontri contro la petrolizzazione. Incisiva le parole dei due sindaci Vallescura e Monticelli. Il primo ha parlato di «un’Abruzzo da difendere contro le lobby delle multinazionali che verrebbero qui a sfruttare il nostro territorio; per questo è necessario costituire un comitato unico di tutte le associazioni e di tutti gli enti locali per combattere le mire petrolifere e pesare nelle sedi opportune. Bisogna dunque organizzarsi e mobilitarsi immediatamente».
Luciano Monticelli ha espresso «la preoccupazione per il ritardo della firma di costituzione del parco marino Torre del Cerrano vedendo in ciò una situazione ambigua che potrebbe far comodo alle multinazionali; per questo è ora di passare dall’informazione ai fatti: bisogna andare nelle sedi opportune e cominciare a farci sentire in maniera incisiva».

31/10/2009 20.08

fonte: PrimaDaNoi

venerdì 30 ottobre 2009

Silvi, Comune contro il petrolio

L'immagine “https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpaYH5XD8e8osxTzycveniuQ63HotyoZGQ_K1Hri75sClHKMPfu5Osd1kHSSUBE38fjPPK4iWX2CiiZTktEHh4bwu9zi-QAtUvbgbMvP8jBIG6qYjJjgTbnYE9gWwt15ioAyUZp-IaCQw/s640/locandinasilvi.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.

Continua l’azione del comune di Silvi sulla sensibilizzazione e l’informazione dei rischi petroliferi in Abruzzo. Il sindaco Gaetano Vallescura ha inviato a tutti i suoi colleghi e a tutti i comuni delle province di Teramo,

Pescara, Chieti e L’Aquila, il testo della mozione consiliare che approvò nel febbraio scorso e che riporta “la netta contrarietà ad ogni politica petrolifera – come dice il sindaco Vallescura – e si afferma il fondamentale principio di rafforzare l’immagine ambientale e turistica della nostra regione”. “Questo atto di consiglio – continua ancora gaetano Vallescura – approvato all’unanimità, è stato inviato alle autorità competenti e ora anche ai sindaci di tutto l’Abruzzo: il mio impegno è quello di coinvolgere e sensibilizzare tutti, stesso lavoro che stanno perseguendo con passione e tenacia molte associazioni e molti comitati spontanei. E’ ora di chiarire definitivamente questa questione e rilanciare una volta per tutte la nostra regione come territorio a vocazione ambientale e turistica. Le nostre splendide peculiarità e i nostri infiniti tesori naturali debbono essere tutelati ma allo stesso tempo vanno promossi e pubblicizzati in maniera professionale perché l’Abruzzo non ha nulla da invidiare a tante altre regioni che turisticamente sono più bravi di noi da sempre. Quello a cui credo, dunque, ed è quello che invito a fare le classi dirigenti abruzzesi, è lavorare per una forte politica turistica operando, però, prima su sull’arricchimento della cultura del turismo”. Restando sempre sul tema della petrolizzazione il comune di Silvi ha organizzato insieme al Comitato abruzzese difesa beni comuni di Giulianova un incontro informativo per sabato 31 ottobre nella sala consiliare, ore 16.30, dove interverranno i sindaci di Silvi e Pineto, Gaetano Vallescura e Luciano Monticelli, il presidente del comitato difesa beni comuni, Claudio Censoni, il biologo e docente dell’Università della Tuscia Giovanni Damiani, il presidente dell’Assoturismo Abruzzo Daniele Zunica. Titolo dell’incontro è inequivocabile “Abruzzo Nero – La Storia più nera d’Abruzzo – Quale futuro per il nostro ambiente ed il nostro turismo?”, dove insieme alla problematica del petrolio si parlerà di prospettive turistiche per la regione Abruzzo. Dopo il centro oli di Ortona, secondo le cronache delle ultime settimane, sarebbe arrivata la proposta della Vega Oil per altri pozzi “una situazione preoccupante che non possiamo accettare per un territorio che ha un valore così strategico”.

29 ottobre 2009
fonte: Tg Roseto

domenica 25 ottobre 2009

DISASTRO AMBIENTALE NEL MARE DI TIMOR ... e se succedesse anche da noi?



Trivella "WEST ATLAS"
immagine della trivella in alta e bassa risoluzione
coperta da copyright

in questo blog cerco di trattare notizie che riguardano la nostra Regione, ma in questo caso molto grave di disastro ambientale farò un eccezione alla regola, anche perchè da noi "le trivelle facili" sembra che sia roba da niente come fare un buco con un trapano per mettere un tassello,
pensate se un incidente del genere succedesse nel nostro Adriatico.

75
giorni di petrolio in mare
che esce senza controllo dal
POZZO MONTARA

Come al solito grazie alla professoressa Maria Rita D'Orsogna che dalla California ha per prima diffuso la notizia qui in Italia nel suo blog, mentre la stampa risulta indifferente e tutt'ora solo timide informazione sul web e zero spaccato nei media tradizionali.

Una simulazione di quanto potrebbe accadere da noi la potrete trovare sul blog ALLEGRIA DI NAUFRAGI di Lorenzo Luciano.






Nel mare di Timor, 200 chilometri al largo della costa nord-occidentale dell'Australia, dove un pozzo off-shore (MONTARA) a una profondità superiore ai due chilometri, il pozzo Montara della compagnia Pttep Australasia
, affiliata della thailandese Ptt Exploration, cui appartiene il pozzo, trivellato dalla piattaforma-trivella "WEST ATLAS" di proprietà della Seadrill a causa di un guasto riversa dal 21 agosto milioni di litri di petrolio in mare che ha causato un disastro ambientale paragonato a quello della petroliera Exxon Valdez, che contaminò il golfo dell'Alaska con 30.000 tonellate di greggio.



An oil slick stains the sea off the northern WA coast.
foto: WAtoday.com

L'immagine “http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00633/oil-585_633049a.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.
foto: Debra Glasgow/WWF

WWF's oil slick expedition
foto: Debra Glasgow/WWF

AUSTRALIA MILIONI DI LITRI DI PETROLIO IN MARE

A distanza di due mesi dal guasto a un pozzo off-shore al largo della costa nord-occidentale dell’Australia, milioni di litri di petrolio continuano a riversarsi nel mare di Timor. Lo ha reso noto la versione online del quotidiano britannico “The Times”, citando gli scienziati intervenuti sul posto, che parlano di un disastro ambientale paragonabile a quello causato nel 1989 dalla petroliera Exxon Valdez, che contaminò il golfo dell’Alaska con 30.000 tonnellate di greggio.

Gli ambientalisti si sono detti preoccupati per la fauna marina ma, dato che il disastro è avvenuto a circa 200 chilometri dalla costa, non sono stati in grado di descrivere dettagliatamente i danni causati dal guasto al pozzo off-shore. Gilly Llewellyn, il responsabile del gruppo del Wwf che si è recato sul posto per tre giorni per analizzare la situazione in quel tratto di mare, ha detto di essersi trovato «letteralmente in un mare di petrolio che si disperdeva a vista d’occhio». Secondo la Pttep Australasia, la compagnia petrolifera cui appartiene il pozzo che ha causato il disastro ambientale, ogni giorno si riverserebbero in mare tra i 300 e i 400 barili di petrolio; ma secondo le stime del ministero australiano per le Risorse, l’Energia e il Turismo, si tratterebbe di 2.000 barili al giorno. Secondo gli ambientalisti, il petrolio si estende sulla superficie del mare per circa 15.000 chilometri quadrati.

fonte:
Shippingonline.it

venerdì 23 ottobre 2009

I danni del petrolio in Nigeria: documentario "Poison Fire"



fonte:
MP News

Lettera al Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi: No all'Abruzzo petrolizzato

Chiodi_bilancio_Giunta_29_07_2009_04Riceviamo e pubblichiamo un a lettera scritta da una nostra lettrice e indirizzata al Presidente della Regione Gianni Chiodi il 20 Ottobre 2009. Per conoscenza è stata inviata anche all'Assessore all'Ambiente Daniela Stati, all'Assessore Mauro Febbo e al Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.


Ill.mo Presidente Gianni Chiodi,

sono Ludovica Raimondi, cittadina abruzzese, nata a Giulianova.
Ho deciso di scriverLe questa mail, perché sono mesi che leggo e mi informo riguardo al Centro Oli e agli impianti petroliferi, che interesseranno la provincia di Chieti e il 50% del territorio abruzzese e che mi coinvolgono come cittadina. A poco tempo dal 31 Dicembre non abbiamo parole di rassicurazione sul futuro dell’Abruzzo né di quello dei suoi cittadini. Non è mia intenzione parlare delle ricerche portate avanti dalla Dottoressa Maria Rita D’Orsogna, che Lei conoscerà dettagliatamente, come neppure delle argomentazioni addotte da coloro che attivamente si adoperano, ormai da qualche tempo a questa parte, per informare educare e sensibilizzare tutti noi sui progetti politico-economici che stanno decidendo sulle nostre vite. Le voglio, invece, scrivere da semplice cittadina, che sta vivendo con ansia questa attesa, questo silenzio politico, avendo seriamente a cuore il futuro di questa terra, quello proprio e dei suoi conterranei.
Abito, come detto sopra, a Giulianova, una località che ha la fortuna di essere bagnata dal mare e abbracciata maternamente dalla montagna. Vivo in collina e ho sempre avuto l’opportunità di affacciarmi alla finestra e di guardare il mare, il porto, le case che ricoprono la pianura di Giulianova Lido: sono cresciuta facendo lunghe e piacevoli passeggiate sulla costa, d’inverno e d’estate, entrando in un mondo emozionale che difficilmente può essere spiegato e descritto a parole. Non ho mai dovuto fare km per raggiungere la spiaggia, per gustare il piacere di un bagno estivo, per respirare l’odore di salsedine e per ascoltare il rumore delle onde. Il mare per me non è una realtà onirica, al contrario è tangibile, visibile e vivibile. Esso mi ha offerto l’occasione di conoscere gente proveniente dal nostro entroterra, piuttosto che da altre parti d’Italia e d’Europa: i turisti affollavano e affollano le nostre spiagge, i nostri ombrelloni, i nostri alberghi incentivando l’economia locale. Tanta gente ama raggiungere i luoghi balneari della costa abruzzese per poter respirare aria pulita, sana, rigenerante. Il mare è il mondo in cui sono cresciuta e che mi porto dentro.
Il porto con le sue imbarcazioni è l’alcova di egregie dignità umane, come quelle dei pescatori, che vivono del proprio lavoro, ossia di ciò che il mare offre. Il mare è tutto per noi e so che non parlo solo come giuliese: la gente di mare che abita lungo la costa abruzzese è numerosa e ciò che ci accomuna tutti è la nostalgia e la contemplazione di questa distesa azzurra che, con i suoi colori sempre diversi, ricchi di sfumature, raggiunge i nostri cuori e le nostre anime. Non posso pensare a un “altro” mare se non a questo che vivo quotidianamente. Non posso immaginare che altri uomini possano “disturbare” una parte del mio mondo. Anticamente gli uomini credevano che la terra fosse intoccabile e che atti di tracotanza verso di essa fossero puniti dagli Dei: il nostro patrimonio letterario e culturale è pregno di storie esemplari a riguardo.
Perché toglierci il piacere di sognare, di immaginare, di vivere ammirando quello che la Natura regala quotidianamente ai comuni mortali? Perché accanirsi contro ciò che da sempre c’è e che per sempre sarà a prescindere dal Nostro esistere? Perché privarci del vanto di essere figli del mare, figli di questa terra? Perché privare la nostra regione della sua vitalità ed essenza?
Non è tollerabile e non è accettabile che esponenti politici, votati dal popolo perché migliorino e garantiscano il bene comune, la salute dei cittadini e la loro sicurezza rimangano indifferenti alla richiesta di tutelare il presente di questa regione e il futuro dei suoi abitanti. Non si può rimanere trincerati nei palazzi governativi, quando un’intera popolazione chiede di poter vivere di agricoltura, di pesca, di aria pura. Non si può tacere di fronte alla domanda di aiuto e di supporto.
Dov’è finito il senso della Bellezza e dell’Estetica? Dove l’ Amore per l’ambiente che ci circonda? Dove il sentimento di giustizia sociale? Perché la politica non guarda più agli uomini che ogni giorno devono lottare per salvaguardare i posti di lavoro, le piccole proprietà, i guadagni che hanno accumulato con onestà e dignità? Perché sacrificare tutto questo per il guadagno di Altri? Perché cancellare l’Essenza di questo lembo d’ Italia, di terra, per scopi che sono lontani dall’interesse collettivo? Perché non si vuole ascoltare la gente che grida i propri diritti? Perché la politica non è più attenta (se mai lo sia stata) al volere della popolazione? Perché farci credere che da questo progetto se ne ricaveranno posti di lavoro e benefici economici? Perché non si informa il “popolino” dei rischi concreti e reali che scaturiscono da queste politiche economiche?
Ho letto la lettera che la Dott.ssa D’ Orsogna Le ha inviato al tempo della Sua campagna elettorale come anche la Sua risposta: cosa è cambiato da quel giorno ad oggi? Dov’è la sensibilità che accomunava il suo essere Abruzzese a quello della Dottoressa? Perché ha scelto la strada del silenzio? Ecco, vorrei richiamare la sua Abruzzesità, perché Lei dovrebbe sapere cosa rappresenta questa Regione per noi che l’abitiamo e anche per coloro che la ammirano da lontano. Sa che anche quando si vive altrove il cuore è rivolto a questa terra, che regala sempre amore e rigenera gli animi al solo sorgere e tramontare del sole. Sa che abbiamo l’enorme fortuna di vivere dei prodotti che la terra ci regala in ogni stagione, in ogni raccolto, in ogni pesca. Sa che i contadini, i pastori e i pescatori sono le risorse più genuine che possiamo vantare. I nostri ori sono il Vino, il Pane, il Pesce…..Non ce ne servono altri e per di più cancerogeni, nocivi e deleteri.
Mi rammarica vedere che proprio i nativi di questa regione non salvaguardino il “tesoretto” abruzzese, soprattutto in un periodo in cui si rivendicano sentimenti regionalistici e si preme per il federalismo fiscale. Come vivrà l’Abruzzo se e quando ogni regione dovrà provvedere a sé? In cosa si distinguerà l’economia della nostra regione? Oggi produciamo vino, olio, grano, ortaggi. Siamo ricchi di formaggi, di carne e di pesce. Ma domani? Di cosa vivremo noi che oggi abbiamo venti o trent’anni? Quale futuro erediteremo dalla “vecchia guardia”? Che prospettive avremo per noi e per i nostri figli? Si parla di salvaguardare i valori della famiglia e della società civile e poi si permette a grandi società di smantellare le nostre terre e i nostri mari. A che gioco si sta giocando? Quante domande si susseguono nelle mia mente!!! Anche se andassi via per sfuggire la tirannia delle centrali petrolifere o nucleari avrò sempre l’immagine di una realtà, la mia, che mi porto dentro sin dalla nascita, deturpata e logorata. Non lo voglio!!!!
Perché nega a noi cittadini la possibilità di conoscere le nostre sorti: ci farete affondare nelle paludi nere o ci aiuterete a costruire il nostro “domani”, perché un giorno anche i nostri figli possano godere delle bellezze che la Natura offre? Siamo in ginocchio a causa della crisi economica e della mala Sanità: è questo il momento per reagire con una politica atta promuovere il turismo e la sicurezza dei cittadini abruzzesi e di coloro che verranno a conoscere la nostra terra. Abbiamo panorami fantastici, una storia modesta ma importante. Nel periodo in cui ho vissuto a Milano ci sono stati due incontri fulminei che mi rimarranno a lungo nella mente: il primo è stato con una signora che, sentendo che ero abruzzese, mi ha detto: “Signorina cos’è venuta a fare a Milano? Avete un’aria così pulita…perché è venuta a respirare lo smog?”; l’altro ha visto protagonista un ragazzo che mi ha detto di aver visitato l’Abruzzo per caso e che lo aveva trovato davvero bello, ma ha aggiunto: “Peccato che sia poco conosciuto. Dovreste pubblicizzarlo di più dal punto di vista turistico”. Ecco, personalmente sono affezionata a queste due visioni esterne, ma non estranee.
Mi piacerebbe che ogni politico nato in questa bellissima regione la amasse fino al punto di proteggerla “con le unghie e con i denti”, perché credo che ciascuno abbia ricordi, emozioni, sensazioni ed esperienze per cui valga la pena lottare duramente, affinché sia legittimamente difeso questo gioiello. Si dovrà fare tanto per lo sviluppo economico, sociale e culturale, ma se i primi passi verranno guidati da voi che ne avete gli strumenti adatti…beh allora anche noi potremmo muoverci sereni e senza dover opporre continuamente le nostre convinzioni alle vostre per ottenere e condividere il bene comune.
Penso che la politica non debba essere appannaggio solamente di chi è chiamato a governare, ma anche del singolo cittadino, che ha eguali diritti e pari dignità nel partecipare attivamente alle cause che coinvolgono la sua esistenza e quella della comunità di cui fa parte.

Grazie della cortese attenzione,
Distinti saluti
Ludovica Raimondi.

fonte:
cityrumors