domenica 18 aprile 2010

lettera di MARIA RITA D'ORSOGNA


Buon pomeriggio a tutti,

Purtroppo come saprete, a causa delle eruzioni vulcaniche in Islanda, non posso essere presente di persona a questa nostra manifestazione. So che siete tanti, e vi saluto affettuosamente e con la grinta di sempre, anche se non sono presente di persona.

Mi dispiace moltissimo mancare a questo evento, perche’ ci tenevo davvero a ribadire assieme a voi tutti, e dal profondo del cuore, il nostro no all’Abruzzo petrolifero e si ad uno sviluppo sano, sostenibile e di benessere vero per tutti.

Anche se sono lontano pero’, voglio lo stesso dire alle ditte petrolifere di mezzo mondo che non gli permetteremo di distruggere tutto quello che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate. Che siamo piu’ intelligenti delle loro storielle sulla compatibilita’ fra raffinerie e agricoltura. Che qui non sono benvenuti. Che non siamo in svendita. Punto.

Non ci riusciranno a trivellarci, si mettano il cuore in pace.

Noi vogliamo preservare e migliorare la nostra regione per le generazioni future e non bucherellarla alla meno peggio come se fossimo un deserto abbandonato.

Meta’ regione e’ sotto attacco. I progetti petroliferi vanno avanti e riguardano circa un milione di persone. Dal lago di Bomba, a Pineto, da San Vito Marina alla Majella, da Casalbordino a Silvi, da Teramo a Sulmona, ci siamo tutti dentro assieme.

I progetti sono uno piu’ scellerati dell’altro. Vogliono trivellare il lago di Bomba, dove il territorio e’ fragile e dove i petrolieri stessi parlano di rischio smottamenti, sprofondamenti e cedimenti della diga. Vogliono mettere il centro oli nel mare di Rocca san Giovanni, un enorme nave galleggiante con inceneritore a fiamma costante da cui verranno emesse decine di tonnellate di fumi inquinanti al giorno, e centinaia di tonnellate di rifiuti tossici e speciali ogni giorno. Proprio una bella visuale lungo la costa dei trabocchi, la Catalogna d’Italia!

Se glielo lasciamo fare, questo sara’ lo scenario in molte localita’ d’Abruzzo.

Dobbiamo veramente essere tutti uniti in questa battaglia e mostrare solidarieta’ fra di noi, perche’ trivellare Pineto o Bomba e’ la stessa cosa: una volta che i petrolieri arrivano in una regione se ne impadroniscono e pensano di poter fare quello che gli pare.

Ormai lo sanno anche i sassi che il nostro petrolio e’ scadente, e’ carico di impurita’ sulfuree, e’ scomodo da estrarre ed e’ anche poco. Trivellarci sara’ un processo irreversibile di inquinamento, malattie, rischi di subsidenza, di scoppi e di incendi, in mare ed in terraferma da cui non trarremo nulla di buono. Proprio nulla. Lasciamo il nostro petrolio dove l’ha messo madre natura – sottoterra.

D’altro canto, se uno perde un po di tempo a leggere la stampa straniera si scoprono che hanno tutti da dire delle cose belle sull’Abruzzo. Il Times di Londra dice che venire in Abruzzo e’ una delle 10 avventure piu’ belle della vita.

Capite cosa abbiamo? Non ci hanno messo Parigi o Cortina d’Ampezzo o la Toscana. Ci hanno messo l’Abruzzo!

La stampa straneira dice che siamo a meta’ fra il Tibet e la California, dice che siamo l’Himalaya d’Europa, dice che i nostri vini e il nostro olio sono eccellenti.

Non possiamo vanificare tutto questo. E’ un insulto alla nostra storia, e alle generazioni passate che tanto hanno sofferto per lasciarci l’Abruzzo che conosciamo oggi. Dobbiamo invece renderci conto di quanto sia speciale quello che abbiamo e di quanto valga la pena proteggerlo e volerlo migliorare.

E a prescindere da tutto questo, brutta o bella che sia – ma e’ bellissima – l’Abruzzo e’ la nostra casa!

L’altro giorno parlavo con Antonella, una mia amica della Basilicata, dove si trivella gia’ da 15 anni.

Chiunque abbia anche solo un pochino letto delle estrazioni petrolifere in Basilicata sa che da quelle parti il petrolio e’ stata una maledizione.

In Basilicata sono piu’ poveri, hanno il petrolio dentro il miele, la produzione di vino e di olio e’ dimezzata, i tumori aumentano, la gente emigra, meleti, vigne, e falde acquifere sono inquinate. L’ENI e’ sotto processo per inquinamento, ma intanto - siccome non ci si accontenta mai - , continua a proporre di trivellare parchi, ospedali, mari e campi come se nulla fosse.

La mia amica a un certo punto mi ha detto: “ormai la val d’Agri e’ rovinata”. E lo diceva con la rassegnazione di chi pensa che sia ormai tutto perduto per quell’angolo del pianeta.

Io non lo voglio questo per l’Abruzzo. Non voglio un giorno dovermi rigirare e dire l’Abruzzo e’ ormai rovinato.

E il tempo di agire, per tutti gli Abruzzesi - vicini e lontano - e’ adesso.

Adesso e’ il momento che tutti ci rendiamo conto che dobbiamo fare la nostra parte.

Adesso c’e’ da protestare, adesso c’e’da fare le domande difficili, adesso c’e’ da fare pressione sulla nostra classe politica affinche’ si facciano interpreti della nostra volonta’ di popolo.

Li abbiamo votati per questo, affinche’ ci proteggano e si adoperino per il bene comune e non solo a chiacchere come dei timidi prelatini alla don Abbondio.

E se il coraggio i nostri politici non ce l’hanno, e’ l’ora che se lo diano: e siamo noi a dover fare scattare la clessidra.

C’e’ una frase di Thomas Jefferson che dice “il prezzo da pagare per la democrazia e’ l’eterna vigilanza”. Queste parole lui le ha dette nel 1790. Gia’ da allora aveva capito che l’unica condizione per avere una societa’ sana e’ quella in cui noi tutti sentiamo di avere a cuore la cosa pubblica e ne siamo protagonisti attivi. Altrimenti tutti ne approfittano.

La democrazia non e’ una scatola vuota che qualcuno ci ha regalato, ma e’ un impegno quotidiano, qualcosa che dobbiamo meritarci, e che parte dalle piccole cose, per il petrolio e per tutto il nostro vivere civile.

Non ci salva nessuno, sapete, siamo noi a dover salvare noi stessi. Non basta dire “speriamo che ci ripensino” oppure “ci sara’ pure qualcuno che li fermera’”.

E chi li ferma? Superman?

No, quel qualcuno e’ ciascuno di noi, ogni santo giorno, con ogni azione piccola o grande che sia. Sta qui il sale della democrazia.

In questi mesi abbiamo fatto delle cose bellissime. Non dobbiamo mai dimenticare che tre anni fa l’ENI – la settima ditta petrolifera piu’ grande del mondo – aveva tutto pronto ad Ortona, carte, permessi, intenti di trivellare e un sindaco favorevole alle trivelle fra i campi del Montepulciano. Era tutto contro di noi.

E invece dopo tre anni il centro oli di Ortona non si e’ ancora costruito. A Pescara nell’unico dibattito pubblico che hanno avuto con la gente, l’ENI se n’e’ andata con la coda fra le gambe. E lo stesso e’ successo a Bomba, con quelli della Forest Oil di Denver. Il merito di tutto questo e’ solo ed esclusivamente di noi cittadini che per mesi abbiamo informato, assillato i politici, il clero e chiunque volesse ascoltarci.

Tutto questo deve darci coraggio per tutte le altre battaglie petrolifere e non di questa regione, di questa nazione a dire la verita’. Deve farci capire che non e’ vero che i potenti vicono sempre. Che se ci impegnamo, e non ci stanchiamo e siamo uniti, tanti e piu’ testardi di loro, senza paura e liberi dentro, il bene puo’ vincere.

Ma questo ci impone coraggio. Ci impone che quando vediamo le cose storte alziamo la voce e senza paura. Ci impone di fare sempre le scelte difficili nella vita, ci impone di non avere scheletri nell’armadio. Ci impone di essere liberi e onesti.

Non ci dobbiamo spaventare se vediamo la montagna davanti e ci pare impossibile da superare. Basta solo concentrarsi sul passettino che possiamo fare oggi, ma con in mente quella montagna per il domani.

Basta solo partire, tutto il resto verra’ da se, se c’e’ la sincerita’ e la voglia.

Quando questa storia e’ iniziata per me, ero nella mia tranquilla casetta in California, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. Non conoscevo nessuno, i miei amici mi dicevano di lasciar perdere perche’ era troppo difficile, “l’ENI e’ potente”, “sta tutto gia deciso”, “non ne vale la pena”.
Ma non ho dato retta a nessuno.

Per cosa altro ne vale la pena nella vita? Quante volte ci capitera’ di poter fare qualcosa di buono, di poter lasciare un segno tangibile della nostra presenza su questa terra, e per una qualcosa di piu’ grande che noi stessi?

Per cosa altro vogliamo lottare se non per la nostra terra?

L’Abruzzo e’ nostro, non e’ di nessun’altro, ed e’ per questo che ci dobbiamo impegnare e dobbiamo volerle bene.

Cosa c’e’ da fare allora? Nel concreto?

Il ministero non ha ancora deciso se dare l’autorizzazione per costruire il centro oli al mare, se mettere i pozzi di petrolio a Vasto o a Casalbordino o al lago di Bomba.

Ciascuno di noi puo’ tornare a casa e scrivere una lettera agli enti preposti in cui si esprime la propria contrarierta’ a questi progetti. E’ tutto su internet, basta cercare, chiedere, ci sono facsimili, ci sono comitati. Basta solo avere la voglia di partire e di fare. Non e’ difficile. Si puo’ scrivere a Gianni Chiodi, alla stampa nazionale, ai programmi televisivi. Si possono organizzare eventi, coinvolgimenti coi ragazzi, con i turisti, con i commercianti.

La vita e’ di chi se la prende.

L’ultimo pensiero e’ per i giovani. Spero che questa battaglia del petrolio vi interessi, e ve ne sentiate protagonisti e non solo perche’ alla fine l’Abruzzo del futuro e’ vostro, e perche’ un giorno sarete chiamati voi a governare e a decidere per questo paese, ma perche’ la vita’ e’ un po piu’ bella se si riesce a darle un senso e se si trova un ideale da portare avanti. Un abbraccio speciale ai ragazzi dell’ istituto Cesare di Titta e ai loro insegnanti – specie a Valentina, Danilo e Katia.

Grazie a tutti – ai sindaci presenti, agli enti ufficiali, alle associazioni, a tutti quelli che si sono spesi per l’evento – so che ha portato via tempo, lavoro, energia. Un grazie speciale a Emilio e tutti gli altri che hanno lavorato senza sosta.

Quando vengo in Abruzzo e’ sempre tutto cosi’ concitato - fra persone eventi, posti da visitare, e ho sempre poco tempo per pensare, per riflettere su questo attivismo quasi casuale della mia vita.

Ma ogni volta che passo fra le vigne fra Guastameroli e Lanciano, li c’e’ tutto il nostro incanto.

Lo so che stiamo facendo bene.


Santa Monica, CA 18 Aprile 2010
MRD

venerdì 12 marzo 2010

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso!

VOLANTINO
LOCANDINA

VIENI IN TRENO
DISTRIBUITE
INFORMATE
AFFIGGETE !!!





Affinché i cittadini diventino protagonisti delle scelte di sviluppo economico e sociale del loro territorio.


Per promuovere anche in Abruzzo politiche di sviluppo ecosostenibili basate sulla sostituzione delle attuali fonti di approvvigionamento energetico con fonti pulite e rinnovabili.

Per diffondere la consapevolezza che la corretta e responsabile gestione dell’energia è un compito primario delle istituzioni e dei singoli cittadini.
Per impostare nuove politiche energetiche che superino la visione centralizzata dell’energia

prodotta da grandi impianti che sfruttano petrolio, carbone o uranio e per la diffusione di piccoli impianti locali che utilizzino la potenza del sole, la forza del vento, il movimento dell'acqua, la disponibilità rinnovabile delle biomasse e la geotermia.

La rete di associazioni emergenzambienteabruzzo indice la

MANIFESTAZIONE


SI ALL’ABRUZZO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, NO AL PETROLIO

INVITO PER UNA POLITICA ENERGETICA E PER UNO SVILUPPO ECONOMICO ECOSOSTENIBILI

a San Vito Marina (CH)


il 18 Aprile 2010


presso l’ex Stazione Ferroviaria, ritrovo ore 15,00.

Le associazioni manifestano la loro assoluta opposizione alle numerose istanze di sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi (di importanza trascurabile per il fabbisogno energetico nazionale) che interessano sia la nostra terra che il nostro mare e reclamano uno sviluppo economico fondato su attività compatibili con l’ambien-te, sullo sviluppo del turismo su una pesca e su un’agricoltura sane e di qualità.

Come fondamentale momento di presa di coscienza della cittadinanza sulla preoccupante deriva petrolifera che investe la nostra regione: l’Abruzzo è interessato per circa il 50% da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Negli ultimi anni le domande per nuove concessioni sono aumentate esponenzialmente, soprattutto in mare. In questi giorni è in discussione l'installazione di due piattaforme petrolifere (Ombrina mare ed Elsa 2) con annesso "centro oli" galleggiante pochi km a largo della costa dei trabocchi, zona con grandissime potenzialità turistiche.
Lo sfruttamento del petrolio avrà inevitabili effetti sull'ambiente e sulla salute di tutti gli abruzzesi e li esporrà a rischi di incidenti potenzialmente catastrofici. Nessuna royalty potrà compensare i danni all'agricoltura, al turismo ed all’immagine dell’Abruzzo "Regione Verde d’Europa".
L’Abruzzo deve puntare decisamente su una politica energetica basata sull’efficienza e sull’impiego di fonti rinnovabili e le comunità locali rivestono un ruolo fondamentale pretendendo investimenti che mirino almeno al raggiungimento degli obbiettivi previsti dal Pacchetto Clima ed Energia 20-20-20 (20% di riduzione di CO2, 20% di aumento dell'efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili).

Per indicare con forza il futuro che vogliamo


PARTECIPATE TUTTI !!!

giovedì 4 marzo 2010

ci risiamo...

il risveglio dei dormienti...


Petrolio: arriva il no delle provincie costiere abruzzesi

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo), hanno firmato un documento nel quale esprimono la massima contrarietà a qualsiasi tipo di sfruttamento petrolifero del sottosuolo terrestre e marino:

"Questa è una battaglia che ci vede molto uniti"

assessori

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo) si oppongono fermamente allo sfruttamento petrolifero del sottosuolo abruzzese, sia marino che terrestre.

Questa mattina, infatti, nel corso di una conferenza stampa, i tre rappresentanti provinciali hanno sottoscritto un documento ufficiale con il quale “esprimono netta contrarietà ad ogni ipotesi di ulteriore attività estrattiva a terra e mare” sottolineando che “problematiche collegate a questa vicenda rappresentano una priorità assoluta”.
Le Province, quindi, si apprestano a sollecitare un incontro al governatore Gianni Chiodi al quale chiederanno: ”di concordare iniziative politiche, istituzionali ed eventualmente legali, da intraprendere insieme”.

Un capitale ambientale “troppo grande, siamo accomunati dal mare Adriatico e dalle sue risorse” ha sottolineato Mario Lattanzio, della Provincia di Pescara: “Questa è una battaglia che ci vede molto uniti”. Tutti gli assessori, infatti, hanno ricordato come l'Abruzzo sia legato profondamente al turismo balneare, alla produzione di olio, vino e prodotti agricoli di eccellenza, all'attività ittica. Risorse che verrebbero inevitabilmente danneggiate da un eventuale sfruttamento petrolifero del sottosuolo.

02 marzo 2010

fonte: ilPescara



venerdì 26 febbraio 2010

...e i nostri POLITICI cosa FANNO? NULLA !!!


ecco l'ordinanza del TAR di Lecce
grazie al Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni
per la segnalazione del link al documento


Ricerca petrolio Tar Lecce sospende decreto ministero



BARI - Il Tar di Lecce ha ordinato lasospensiva del decreto ministeriale per lavori preliminari relativi alla ricerca di idrocarburi nel mare pugliese. Ne dà notizia l’assessore regionale all’Ecologia, Onofrio Introna: la Regione Puglia, infatti, insieme col Comune di Fasano (Brindisi) si era associata al ricorso presentato dal Comune di Ostuni (Brindisi) contro un provvedimento del ministero dell’Ambiente riguardante la compatibilità ambientale di lavori preliminari per l’estrazione di idrocarburi in favore della società britannica Northern Petroleum.

Per il Tar – dice Introna – “il procedimento di compatibilità ambientale è culminato nell’adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità”. Tra questi – riferisce Introna – “è stato sottovalutato il carattere inquinante della tecnica di prospezione geofisica denominata 'Air Gun’, un metodo di ricerca del petrolio. Non sono state valutate, per il Tar, altre alternative tecnicamente praticabili”.

Introna sottolinea che “questa tecnica di ricerca, secondo il Tar, non tiene in considerazione i danni che subirebbero alcune specie marine, come i cetacei. “La decisione del Tar - prosegue l’assessore regionale – mette in luce anche una omessa valutazione dei pregiudizi che l’attività di ricerca petrolifera può creare per le attività produttive attraverso le quali si manifesta la vocazione del territorio costiero, dalla pesca alla balneazione”.

Infine, Introna mette in rilievo che “nella decisione del Tar ha influito la mancata nomina di un rappresentante regionale nell’ambito della Commissione tecnica di Verifica di impatto ambientale, segno della non considerazione da parte del ministero dell’interesse dell’Ente territoriale”.

ORE 15.11 - AMATI: GRANDE VITTORIA
Rappresenta ''una grande vittoria per l'intero territorio regionale” la decisione del Tar di Lecce di sospendere il provvedimento con il quale il ministero dell’Ambiente si è pronunciato positivamente sulla compatibilità ambientale di lavori preliminari alla attività di estrazione di idrocarburi in favore della società Northern Petroleum. Lo afferma l’assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati. “Accogliendo il principio di prevenzione, – afferma Amati – permette una tutela anticipata nei confronti dei rischi di disastro ambientale e individua, già in questa fase, l'illegittimità dell’azione di questo governo nazionale contro la quale tutti i Comuni interessati si sono fortemente battuti”.

“Continueremo incessantemente – afferma Amati – a difendere le nostre coste e le attività ad esse connesse, non abbasseremo mai la guardia e staremo sempre al fianco di tutti i cittadini pugliesi che stanno lottando per difendere la propria terra, le sue inestimabili bellezze e le attività economiche tipiche della zona”. “La voglia di custodire il nostro territorio – ha concluso l’assessore alle Opere Pubbliche – è in noi troppo forte per non poter gioire per questa ordinanza e per non poter trovare in questa decisione del Tar Lecce la forza e la voglia di continuare la nostra battaglia”.

ORE 18.53 - TOMASELLI (PD): STOP TAR LECCE A RICERCHE PETROLIO IMPORTANTE SUCCESSO
“L'ordinanza con cui il Tar Lecce ha deciso di sospendere il provvedimento del Ministero dell’Ambiente, con cui si autorizzavano le ricerche per attività di estrazione di idrocarburi nel mare di fronte alle coste tra Bari e Brindisi, è un primo importante successo delle comunità locali e delle loro istituzioni che si sono opposte fermamente nelle scorse settimane a tale iniziativa”. Lo afferma, in una nota, il senatore pugliese del Partito Democratico, Salvatore Tomaselli. “Le motivazioni dell’ordinanza - aggiunge - comprendono pienamente i rischi per l’ambiente ed il paesaggio di una così improvvida iniziativa ad opera della Northern Petroleum che ha trovato adesione nel procedimento presso il Ministero dell’Ambiente”.

“Va dato atto - prosegue Tomaselli - della lungimiranza e della puntualità con cui, per primi, il sindaco Domenico Tanzarella e l’amministrazione comunale di Ostuni hanno impugnato il provvedimento interpretando pienamente i sentimenti dei tanti giovani e dei tanti cittadini che nelle scorse settimane, prima a Monopoli e poi a Ostuni, hanno manifestato contro le ricerche petrolifere”.

“Alla luce delle motivazioni addotte dal Tar Lecce riproporrò - annuncia Tomaselli- con forza nei prossimi giorni al Ministero dell’Ambiente quanto già chiesto con una interrogazione urgente sulla questione nei mesi scorsi: l’immediata convocazione di una Conferenza di servizi sul procedimento aperto alla partecipazione delle istituzioni locali, finora non coinvolte, e la conseguente revoca delle autorizzazioni concesse alla Northern Petroleum. “Per giungere a tale risultato che possa definitivamente sventare che si consumi un vero e proprio sopruso ai danni di una delle coste più prestigiose del paese intero - conclude il senatore - non dovrà venire meno l’impegno solidale delle istituzioni locali e, insieme, la mobilitazione delle comunità e dei giovani”.


25 Febbraio 2010

fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it
grazie a Fabrizio Carletta per la segnalazione.

mercoledì 24 febbraio 2010

DISASTRO AMBIENTALE NEL LAMBRO - LOMBARDIA


per aggiornamenti andate qui

Legambiente: "nessuna comunicazione"






Quantità immane di petrolio nel Lambro: è tutto nero!



martedì 9 febbraio 2010

la diga di BOMBA come la diga del VAJONT ?

- BOMBA -

per chi vuole ulteriori informazioni
molto più dettagliate e approfondite
visitate il sito:

L'immagine “http://svagoedintorni.com/wp-content/gallery/bomba-il-lago-di-sangro/svagoedintorni_lago_di_sangro_o_di_bomba4.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.
immagine: SvagoeDintorni.com


il video: Mercoledì 22/07/2009, ore 19.00
presso la sala consiliare del Comune di Cupello
le promesse del governatore Gianni CHIODI


il video: 15 gennaio 2010

FOREST-CMI
FOREST-CMI Forest CMI, interamente controllata dalla FOREST OIL CORPORATION di Denver (Colorado-USA), opera in Italia nel settore della ricerca di idrocarburi fin dal 1996 e attualmente detiene la partecipazione in tre permessi esplorativi situati in Pianura Padana ed in Abruzzo.
Le principali riserve e produzioni della Forest Oil Corporation si trovano in Nord America, sia negli Stati Uniti che in Canada.
La Compagnia è inoltre presente in attività di esplorazione e sviluppo in Gabon e Sud Africa.
(aggiornato al 7 maggio 2008)
fonte: Assomineraria

Come sempre troverete dal Ing. Lorenzo Luciano un interessante sintesi della situazione di Bomba nel suo blog qui e anche qui.
Io mi limiterò solo a estendere la ricerca sui documenti disponibili nel web per quanto riguarda quelli passati e quelli che insistono tutt'oggi.

I dati e mappe a seguire sono proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico - UNMIG
Io mi limito solo a presentarli in maniera lineare.

VIDEPI (in aggiornamento)

CRONOLOGIA ATTUALE DEGLI EVENTI

Permesso di Ricerca
MONTE PALLANO

CodicePeriodo di vigenzaScadenzaSuperficie
5311° periodo02/05/201035,72 Kmq
Nota
Presentata istanza di concessione di coltivazione COLLE SANTO
pubblicata nel B.U.I.G. Anno LIII - N. 3.

Titolari e relative quote di partecipazione
OperatoreQuota
FOREST - CMI (r.u.)90%
INTERGIE 10%

Coordinate geografiche dei vertici
Vertice Longitudine Latitudine
a1° 54'42° 04'
b1° 56'42° 04'
c1° 56'42° 00'
d1° 52'42° 00'
e1° 52'42° 03'
f1° 54'42° 03'


Provvedimenti
Data
Natura del provvedimento
Decorrenza
Pubblicazione BUIG
13/02/2004
Conferimento
13/02/2004
XLVIII-3
08/06/2006
Sospensione decorso temporale
24/03/2006
L-7
08/06/2006
Trasferimento quota
13/04/2006
L-7
10/01/2007
Determinazione scadenza vigenza
09/06/2006
LI-2

Regioni e province in cui il titolo ricade (superfici parziali)
ABRUZZO (35,72 Kmq)Chieti (35,72 Kmq)

Pozzi perforati nel titolo
  1. MONTE PALLANO 001 DIR
  2. MONTE PALLANO 002 DIR



qui il pozzo esplorativo con esito GAS
"MONTE PALLANO 001 DIR"

qui il pozzo esplorativo con esito GAS
"MONTE PALLANO 002 DIR"

poi questo permesso di ricerca si è trasformato nella seguente istanza di concessione che oggi si chiama COLLE SANTO
come si legge dal Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia BUIG a questo link a pagina 11 del pdf e che riporto qui sotto:




Istanza di Concessione di Coltivazione in Terraferma


COLLE SANTO

Nome istanza COLLE SANTO
Tipo di istanza Concessione di
Coltivazione in Terraferma
Data di presentazione 24/02/2009
BUIG di pubblicazione LIII-3
SuperficieKmq
Fogli IGM146
TavolaVisualizza tavola
RichiedentiFOREST CMI


Coordinate geografiche dei vertici
Vertice Longitudine Latitudine
a1° 54'42° 04'
b1° 56'42° 04'
c1° 56'42° 00'
d1° 52'42° 00'
e1° 52'42° 03'
f1° 54'42° 03'


Provvedimenti amministrativi
TipoDataNote
Presa nota BUIG 24/02/2009
Interlocutoria 12/10/2009 Da Reg. Abruzzo -sospensione esame intesa in attesa nuova normativa

La mappa dell'istanza di concessione di coltivazione denominata COLLE SANTO:














dovrebbe essere VIETATO per legge dare nomi fuorvianti ai pozzi petrolifericercando di confondere i lettori con nomi riferiti a luoghi o specie che nulla hanno
a che fare con la realtà dei fatti.

Mi riferisco ai pozzi di cui sopra chiamati "MONTE PALLANO",
che nulla hanno a che fare con questo nome, perchè si riferiscono
a un Parco Archeologico Naturalistico e non certamente a dei
POZZI PETROLIFERI.
per saperne di più sul parco MONTE PALLANO andate
qui

SITO D'INTERESSE COMUNITARIO - SIC
(in aggiornamento)

LOCANDINE ANTI-TRIVELLE A BOMBA



Le immagini che ci sono in questo blog sono
a disposizione di tutti indistintamente a
scopo informativo e divulgativo.
FATENE BUON USO!

per chi vuole ulteriori informazioni
molto più dettagliate e approfondite
visitate il sito:
Gestione Partecipata Territorio


sabato 6 febbraio 2010

Il governo: no alla legge anti-pozzi

Il governo impugna la norma che blocca il Centro oli. Cresce il contenzioso. Palazzo Chigi: la Regione non ha competenza in materia. «La Regione non ha competenza in materia e non può stabilire divieti generalizzati»

PESCARA. Il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale che limita gli interventi di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Abruzzo e che blocca in particolare la realizzazione del Centro Oli dell’Eni a Ortona, l’i mpianto di prima raffinazione del greggio estratto dai pozzi abruzzesi.

È la seconda volta che il governo blocca una legge della Regione su questo argomento. È la stessa avvocatura dello Stato a ricordarlo citando la legge regionale 14/2008, approvata all’u nanimità dal consiglio regionale e impugnata dall’esecutivo nazionale (si tratta della legge che bloccava fino al 31 dicembre 2009 la realizzazione del Centro oli).

Per il governo la nuova legge 32/2009 di iniziativa della giunta Chiodi e approvata il 18 decembre scorso dal Consiglio regionale riproduce tutte illegittimità della 14/2008.
La legge vieta nello specifico qualsiasi ricerca o estrazione di idrocarburi nelle «aree protette naturali e marine», nelle «aree sottoposte ai vincoli dei beni ambientali o ricadenti nel Piano paesaggistico», nei «Siti di interesse comunitario (Sic)» e «nelle Zone di protezione speciale (Zps) e negli altri siti di interesse naturalistico», nelle aree che rientrano «nelle categorie di pericolosità elevata e molto elevata e nelle classi di rischio elevato e molto elevato del Piano regionale per l’assetto idrogeologico»; nelle «aree sismiche classificate come “zona 1” e “ zona 2” individuate dalla Regione, nelle «aree agricole destinate alle coltivazioni ed alle produzioni vitivinicole, olivicole, frutticole di pregio, docg, doc, igt, dop».

Si tratta di un fuoco di sbarramento contro le attività petrolifere che il governo ha dunque respinto al mittente, come ha fatto con la legge del Molise che ha limitato gli impianti eolici (la Corte Costituzionale ha accolto l’opposizione del governo) e come sta facendo con le leggi regionali di Campania, Puglia e Basilicata contro la realizzazione di centrali nucleari.

La tesi centrale del governo è che le «attività industriali relative al settore idrocarburi sono da inquadrare nel settore della produzione di fonti di energia, che è materia regolata dal diritto comunitario», e «da norme statali». Di conseguenza la Regione non può stabilire «divieti generalizzati» a queste attività che sono, tra l’altro, di «preminente interesse nazionale per la sicurezza del sistema elettrico e degli approvvigionamenti».

Il governo contesta anche il vincolo urbanistico previsto dalla norma, perché «nelle disposizioni statali», si prevede «che le opere e gli impianti necessari alla ricerca e alla coltivazione vengono dichiarati di pubblica utilità e comportano l’eventuale effetto di variante urbanistica».

Dunque si avverano le previsioni di opposizione e ambientalisti che all’indomani dell’approvazione della legge avevano contestato alcune imprecisioni contenute nella norma. In realtà il governo è andato più a fondo nella contestazione ribadendo un principio di fondo evidentemente non emendabile: e cioè che in materia di energia e di ricerca energetica la competenza resta di stretta osservanza statale. L’altro principio è quello della libertà d’i ntrapresa industriale.

(06 febbraio 2010)

fonte:
ilCentro


PROMESSE A CUPELLO...



GOVERNATORE
CHIODI...
LE MANTENGA!!!

RINFRESCHIAMOCI UN PO LA MEMORIA...
in data 14 Novembre 2008
Anche Gianni Chiodi dice "No al Centro Olii"

chiodiE spiega: “Necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l’autorevolezza di interlocuzione – non soltanto con l’Eni – della classe dirigente politica della Regione”

Gianni Chiodi, candidato presidente del Pdl alla Regione Abruzzo, ribadisce il suo “No” al Centro Olii di Ortona. E lo fa in una lettera inviata alla ricercatrice abruzzese, residente negli Stati Uniti, Maria Rita D’Orsogna, che nelle ultime settimane, anche attraverso il suo blog, ha espresso valutazioni scientifiche contrarie al centro Olii.

“Lei, dopo aver argomentato scientificamente il suo NO al Centro Olii”, scrive Gianni Chiodi, “ha sottolineato che sarebbe una scelta di sviluppo contro le persone, contro la nostra gente. Sarebbe una scelta non etica di progresso economico” e ha ricordato come “più volte in questi ultimi giorni ho pronunciato pubblicamente il mio "NO al Centro Olii" e l'ho scritto nel mio programma di candidato a Presidente dell'Abruzzo: "(...) particolare attenzione merita il progetto definito "Centro Olii"; alla luce di una rigorosa analisi della questione si ritiene che l'intervento, per i sacrifici che comporta su un territorio ad alta vocazione agricolo-turistico-ambientale, non debba essere perseguito". Il candidato presidente del Pdl prosegue spiegando che da questa vicenda è “necessario introdurre un nuovo modello comportamentale per elevare l'autorevolezza del livello di interlocuzione – non soltanto con ENI – della classe dirigente politica della Regione”.

fonte: tuttoAbruzzo.it

ARI 8 dicembre 2008:



in data 23 marzo 2009:
"Il centro oli di Ortona non esiste e mai esisterà"


LE PRIME REAZIONI